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Migranti: meno arrivi in Grecia, in forte aumento le richieste di asilo

Il numero di migranti arrivati in Grecia è diminuito notevolmente da quando i profughi vengono portati indietro, in Turchia, come la sessantina

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Migranti: meno arrivi in Grecia, in forte aumento le richieste di asilo

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Il numero di migranti arrivati in Grecia è diminuito notevolmente da quando i profughi vengono portati indietro, in Turchia, come la sessantina costretti a sbarcare a Dikili, nella provincia di Smirne.

Lunedì in Turchia era rientrato un primo gruppo di 202 migranti, in base all’accordo fra Ankara e Unione Europea.

“Ho chiesto un passaporto in Libano”, racconta un migrante arrivato a Dikili. “Sono palestinese e lì non mi fanno vivere né lavorare, noi non abbiamo un Paese né una terra”.

Mercoledì mattina i migranti arrivati sulle isole greche erano meno di 70, un numero ben inferiore ai 225 del giorno precedente.

Trecento hanno dormito al porto di Chio in attesa di un traghetto per il Pireo. Chiedono protezione internazionale. Le richieste di asilo si sono moltiplicate, sono oltre 2.300 quelle presentate fra i 6.000 migranti bloccati sulle isole greche. Per questo i rientri forzati in Turchia sono sospesi fino a venerdì.

“Credo che tutti i nostri sogni saranno infranti se ci riportano indietro”, dice un pachistano. “Per venire qui abbiamo speso molto denaro”.

Sull’isola di Lesbo i volontari di un’organizzazione umanitaria ricordano ai migranti di un campo improvvisato che hanno diritto di chiedere asilo e che possono rifiutarsi di recarsi al centro di detenzione di Moria.

“Hanno mandato indietro due ragazzi, ma questi si sono suicidati”, racconta un pachistano. “Si sono messi una corda intorno al collo e si sono impiccati. Perché se torniamo indietro non riusciremo a vivere. Alcune persone hanno venduto le proprie case e se vengono costrette a tornare indietro moriranno. Cosa faranno?”.

Diverse organizzazioni umanitarie bocciano l’accordo fra Ankara e l’Unione Europea, in particolare perché la Turchia non viene considerato un Paese sicuro. Amnesty International la accusa di costringere centinaia di siriani a tornare nel loro Paese in guerra.