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Panama Papers, il paradiso delle società di comodo

Doverosa premessa: non tutte le compagnie offshore nascono per fini illegali. Ma il messaggio contenuto nei Panama Papers è chiaro: che si tratti di

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Panama Papers, il paradiso delle società di comodo

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Doverosa premessa: non tutte le compagnie offshore nascono per fini illegali. Ma il messaggio contenuto nei Panama Papers è chiaro: che si tratti di nascondere soldi al fisco, riciclare denaro sporco o aggirare sanzioni, una società di comodo pare un passaggio obbligato.

In pratica, si tratta di gusci vuoti (spesso delle mere caselle postali) che non hanno alcuna attività reale al di fuori della gestione di fondi. Il proprietario di questi ultimi rimane nascosto grazie ad una rete di intermediari, amministratori e prestanome.

“Il regime fiscale della Nuova Zelanda è lo stesso dal 1988”

Anonimato e bassi livelli di imposizione però non si trovano dappertutto, motivo per cui Mossack Fonseca era specializzata nel creare società in luoghi come le Isole Vergini, Panama stessa, le Bahamas, le Seychelles e Niue, un’isola del Pacifico che non conta neanche duemila abitanti.

Nella classifica dei 21 paradisi fiscali più ricercati, a duemila chilometri di distanza, c‘è anche la Nuova Zelanda. Accuse respinte al mittente dal premier John Key: “Il nostro regime fiscale è lo stesso dal 1988. Nel 2013 la Nuova Zelanda è stata anche sottoposta a verifica da parte dell’Ocse, la quale ha certificato la salute del nostro sistema”, ha dichiarato.

Tra segreto bancario, titoli e azioni pagabili al portatore e società di comodo, raccontano le carte dello scandalo, centinaia di ricchi e potenti hanno potuto aprire conti in banca nascosti e detenere beni di lusso non direttamente riconducibili a loro.