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I "Panama papers" fanno tremare i grandi ricchi

Tra i clienti di Mossack Fonseca, uno dei più importanti studi al mondo che si occupano di società off shore in Paesi considerati “paradisi fiscali”, ci sono tanti uomini di fiducia del presidente rus

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I "Panama papers" fanno tremare i grandi ricchi

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Panama è l’epicentro del terremoto che sta facendo tremare 140 grandi ricchi del pianeta. Tra i clienti di Mossack Fonseca, uno dei più importanti studi al mondo che si occupano di società off shore in Paesi considerati “paradisi fiscali”, ci sono tanti uomini di fiducia del presidente russo Vladimir Putin e compare il presidente ucraino Petro Poroshenko.

11 milioni e mezzo di documenti che raccontano tutto dell’economia sommersa ad alto livello: ci sono nomi di primo piano del partito comunista cinese, tra cui il presidente Xi Jinping e l’ex premier Li Peng, insieme ad altri capi di stato di oltre 50 Paesi tra cui Argentina, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Iraq.

In Italia i nomi coinvolti sarebbero 800 tra cui figurerebbe anche il presidente di Alitalia Luca Cordero di Montezemolo, l’imprenditore Giuseppe Donaldo Nicosia, latitante, coinvolto in un’inchiesta per truffa con Marcello dell’Utri, il pilota Jarno Trulli oltre a Ubi e Unicredit.

C‘è inoltre il padre, deceduto nel 2010, del primo ministro britannico David Cameron, che in patria si è lanciato in una campagna politica contro l’evasione. Citati anche dirigenti sportivi sudamericani già comparsi nello scandalo Fifa e Michel Platini. Il campione Lionel Messi viene collegato ad una società per sottrarre capitali al fisco.

Sui documenti sottratti da una “gola profonda” il lavoro d’inchiesta del team di giornalisti dell’“International consortium of investigative journalists” e da un centinaio di testate giornalistiche internazionali è durato un anno. Da Panama, la replica dello studio di avvocati Mossack Fonseca non si è fatta attendere.