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Perù: dopo violenti scontri, via alla nuova Università andina

Un’inchiesta e un accordo: le autorità peruviane cercano i responsabili delle violenze dell’altro ieri contro la polizia, quando una protesta per

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Perù: dopo violenti scontri, via alla nuova Università andina

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Un’inchiesta e un accordo: le autorità peruviane cercano i responsabili delle violenze dell’altro ieri contro la polizia, quando una protesta per l’apertura dell’Università di Tayacaja, nel capoluogo regionale Pampas, bloccata dal 2011, è degenerata in scontri e aggressioni agli agenti, quattro dei quali sono anche stati tenuti in ostaggio per una ventina d’ore.

Da Lima ha reagito il Ministro dell’Interno:
“Ho sempre detto e ribadisco: protestare è una cosa, la violenza è un’altra. E quindi la polizia sa che difenderemo sempre i nostri agenti, ancor di più quando vengono colpiti o sono vittime di violenza mentre compiono il loro dovere”.

L’ntervento che i manifestanti auspicavano era quello di un altro Ministro, quello dell’istruzione: perché l’Università nella remota località andina è stata costruita, e dal 2011 ne è stata autorizzata per legge l’apertura. Ma non è mai stata aperta.

“Sono passati cinque anni, ci hanno presi in giro per tutto questo tempo, è per questo che oggi la popolazione ha deciso questa azione di forza”, spiegava un manifestante.

Alcune ore dopo è stato dato il via alla commissione incaricata dei lavori preliminari all’apertura. È stato raggiunto un accordo tra autorità nazionali e locali, in seguito al quale le proteste sono state sospese. E più di 50.000 studenti tornano a sperare di poter accedere a un’Università nella loro regione.