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Software, viaggio nella "Silicon Valley" bielorussa

Benvenuti in Bielorussia, un Paese con un forte retaggio sovietico che tutto sembrerebbe tranne un luogo dove la tecnologia possa prosperare. Eppure

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Software, viaggio nella "Silicon Valley" bielorussa

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Benvenuti in Bielorussia, un Paese con un forte retaggio sovietico che tutto sembrerebbe tranne un luogo dove la tecnologia possa prosperare. Eppure è proprio in una cucina di Minsk che è nato uno dei videogiochi per computer più diffusi del mondo: “World of Tanks“, titolo che mette i suoi 100 milioni di utenti al comando di carri armati virtuali.

“Persino in fase di test l’afflusso di giocatori è stato enorme”, dice uno sviluppatore, Kirill Stadnik. “Già all’epoca capimmo che il progetto sarebbe stato un successo, ma nessuno si aspettava una cosa del genere”.

“Non abbiamo petrolio, né gas, né metalli. L’unica cosa su cui possiamo fare affidamento è il potere della mente”

Cosa ha spinto la casa di sviluppo a mantenere una forte presenza all’interno della nazione governata da Alexander Lukashenko, chiamato da alcuni “l’ultimo dittatore d’Europa”? La risposta è una vibrante industria del software, nata grazie al basso livello di interferenza da parte del governo e concentrata principalmente nel parco tecnologico della capitale.

“La Repubblica Bielorussa non ha risorse”, spiega il responsabile Valery Tsepkalo. “Non abbiamo petrolio, né gas, né metalli. Per cui è evidente che l’unica cosa su cui possiamo fare affidamento è il potere della mente, l’educazione e l’abilità della nostra popolazione. Soprattutto dei più giovani”, aggiunge.

Oltre sfornare 4 mila ingegneri l’anno, la Bielorussia può contare su un basso costo della vita e salari molto più competitivi rispetto a quelli della vicina Europa. Le cui aziende, spesso, la preferiscono per lo sviluppo di nuovi prodotti rispetto a India e Stati Uniti.