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Pesci d'aprile e nuovo anno persiano

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Pesci d'aprile e nuovo anno persiano

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In Iran, le celebrazioni per Norooz, il nuovo anno, finiscono il 13° giorno dal capodanno e quindi fra fine marzo e inizio aprile; è la primavera e il rifiorire della natura che segnano il nuovo anno in Iran, il che a pensarci bene non è affatto una stranezza, dunque, dove sta il problema? direte voi…

Intanto, contrariamente a quello che si potrebbe pensare altrove, questa ultima giornata di festa in Iran è considerata nefasta (è il 13° giorno dell’anno, logico) e dunque, per minimizzarne gli effetti negativi e soprattutto tenerli lontani da casa, la popolazione preferisce starsene all’aperto.

Per scongiurare del tutto la cattiva sorte poi, durante le gite fuori porta o nei parchi, la tradizione vuole che si rilascino dei pesci rossi nei corsi d’acqua, un’usanza che, secondo gli esperti, sarebbe di derivazione cinese (si chiama Haft Sin )

Far evadere i pesci dalle bocce di vetro, una buona azione direte voi. E invece no, dicono gli ecologisti iraniani,

No ai pesci rossi!

Perché ogni anno, milioni di pesci rossi muoiono ritrovando la libertà, eccolo qui il problema.

Riprendiamo dal principio. A Haft sin tutte le famiglie si ritrovano per mangiare insieme e festeggiare. È di buon auspicio porre su tutte le tavole un boccale in cui nuotino pesci rossi.

Buona parte di questi milioni di pesci, ovviamente, muore già nel corso della prima settimana (avete mai provato ad allevare dei pesci rossi in casa in un semplice contenitore di vetro tondeggiante, tipo quello dei cartoni animati? Se lo avete fatto, sapete di cosa sto parlando e non serve il concorso di Gatto Silvestro per precipitare l’evento luttuoso).

L’esemplare particolarmente robusto che fosse riuscito a superare la prova boccale (ce n‘è sempre uno, e come tutti sanno, è per trovare una spiegazione empirica a questo stupefacente fenomeno che Darwin elaborò la sua famosa teoria) dunque, per premiare la sua tenacia, il pesce Schwarzie viene liberato nel ruscello più vicino.

Solo che quel ruscello non corrisponde in nulla al vero ambiente naturale del Carassius auratus auratus , sì, sì, sempre dello stesso pesce rosso parliamo.

Quindi, la metà dei sopravvissuti muore fra le correnti,inadatte al suo sviluppo, mentre l’altra metà prima di finire allo stesso modo, è in grado di ingurgitare, e dunque decimare, altre specie che invece sono endemiche, creando ulteriori danni all’ambiente.

Sui rari Mad max branchiati che riescono a sopravvivere a tutto questo diventando grossi come carpe, non esistono ancora statistiche. Ma gli ecologisti iraniani stimano che siano veramente pochini ( per la fortuna degli altri pesciolini fluviali, del resto) per cui hanno lanciato la campagna contro la strage dei pesci rossi innocenti.

E devono essere stati particolarmente convincenti, visto che perfino il presidente Hassan Rohani ha fatto la sua allocuzione televisiva di auguri per il nuovo anno accanto a una tavola imbandita su cui, al posto del tradizionale boccale, troneggiava…un’arancia.

Che poi è la versione vegana del pesce rosso, vista la forma e il colore, e magari il cambiamento poteva anche passare inosservato.