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Attentati a Bruxelles, i danni a turismo e commercio

Le vittime, i feriti, le polemiche politiche, quelle sull’efficienza dei servizi segreti e ora il conto dei danni economici. Gli attacchi del 22

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Attentati a Bruxelles, i danni a turismo e commercio

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Le vittime, i feriti, le polemiche politiche, quelle sull’efficienza dei servizi segreti e ora il conto dei danni economici. Gli attacchi del 22 marzo a Bruxelles rischiano di avere un impatto pesante su turismo e commercio.

Due settori già provati dal coprifuoco di fine novembre, le cui perdite potranno essere contate soltanto tra qualche tempo.

“Non è possibile annunciare cifre in questa fase, si saprà qualcosa di più chiaro tra qualche settimana. Sappiamo, però, che a Parigi gli attentati del 13 novembre hanno avuto un costo di due miliardi di euro” ha chiarito il Direttore dell’agenzia per il turismo di Bruxelles Patrick Bontinck.

Per invogliare i turisti a visitare la capitale belga, il governo ha allontanato i militari dai luoghi simbolo della città. Come dalla Grand Place. Ma il vero problema resta la chiusura dell’aeroporto di Zaventem.

Marc Van Muylders
vice-président de la Fédération Ho.Re.Ca Bruxelles
“Tra gli hotel aderenti alla nostra organizzazione, ce ne sono alcuni che stanno reagendo in modo proattivo. Ad esempio contattando i clienti che avevano annunciato di ritirare le prentoazioni, rassicurandoli sulla città.
E’ chiaro, poi, che le strutture attorno all’aeroporto siano vuote, ma nel centro della città le cose non vanno malissimo. Parliamo di un funzionamento delle strutture pari al 60-70% rispetto al ritmo abituale. Vuol dire che le persone tornano a Bruxelles”. Spiega a Euronews il Vicepresidente della Federazione per il commercio di Bruxelles.

Oltre alla disoccupazione temporanea, i rappresentanti della categoria turistica di Bruxelles pensano anche a chiedere al Governo l’esonero temporaneo del versamenteo di tasse.