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Russia: Kaspersky vuole dichiarare battaglia agli attacchi informatici

Il primo centro on line contro la disinformazione o la propaganda online: a volerlo realizzare è la russa Natalia Kasperskaya, presidente del

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Russia: Kaspersky vuole dichiarare battaglia agli attacchi informatici

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Il primo centro on line contro la disinformazione o la propaganda online: a volerlo realizzare è la russa Natalia Kasperskaya, presidente del Consiglio di Amministrazione e tra le fondatrici dei Kaspersky Lab, un’azienda di sicurezza informatica a livello globale fondata nel 1997. Il progetto, ancora in fase embrionale, dovrebbe essere realizzato a Innopolis, considerata la Silicon Valley russa nel capoluogo Kazan.

“Si tratterebbe del primo centro del genere, per monitorare e prevenire attacchi informatici”, ha dichiarato Natalia Kasperskaya. Secondo Vladimir Putin, combattare e punire questo tipo di attacchi è prioritario.

325mila attacchi informatici in tutto il mondo sono intercettati e sventati ogni giorno da Kaspersky. Di questi poco più del 99% viene gestito in modo automatico, grazie a un sistema di sicurezza unico a livello mondiale.

Natalia Kasperskaya spera di avere delle commissioni dal Cremilino che per il momento non ha rilasciato nessun commento al riguardo. Il progetto è ancora in cerca di finanziatori.

Cos‘è un attacco all’informazione?

Un attacco all’informazione è “una campagna di propaganda, di disinformazione, l’immissione di contenuti falsi in rete con obiettivi politici o commerciali”, spiega Igor Ashmanov, uno dei pionieri del web in Russia e partner della Kasperskaya in questo nuovo progetto.

Questo centro di controllo utilizzerà “un software di monitoraggio della reputazione online”, abbastanza sofisticato per prevenire un attacco del genere non appena si iniziano a individuare gli organizzatori.

Le Ong, intanto, continuano a gridare alla censura sul web in Russia. “Abbiamo riscontrato un significativo aumento di restrizioni alla libertà su internet”, ha denunciato l’Agora Human Rights Association. “Le pene detentive inflitte per informazioni pubblicate sui social media hanno lo scopo di intimidire gli utenti e impedire la discussione sui problemi sociali più sensibili. Gli argomenti che presentano un rischio particolarmente elevato in questo senso comprendono l’annessione della Crimea alla Russia, le manovre militari russe in Ucraina orientale, la religione, il movimento per i diritti di LGBT nel Paese, le proteste contro il governo e la corruzione”, spiega l’Agora Human Rights Association nel suo rapporto annuale.

La libertà sul web in Russia è “costantemente deteriorata” nel corso degli ultimi anni anche secondo l’organizzazione non governativa Freedom House

La Russia figura tra i Paesi in cui sono stati registrati significativi peggioramenti insieme a Libia, Ucraina, Turchia e Francia. Nel complesso, la libertà di espressione su internet è diminuita in 32 paesi sui 65 presi in esame.

Questo nuovo progetto, se diventasse concreto, potrebbe essere un nuovo strumento di censura nelle mani di Putin?