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Rock in Raul (Castro). 500.000 al concerto degli Stones a Cuba

Le chitarre infuocate di Keith Richards e Ronnie Wood che rimbombano nello stadio della Ciudad Deportiva, L’Avana. La voce roca e immortale di Mick

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Rock in Raul (Castro). 500.000 al concerto degli Stones a Cuba

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Le chitarre infuocate di Keith Richards e Ronnie Wood che rimbombano nello stadio della Ciudad Deportiva, L’Avana.

La voce roca e immortale di Mick Jagger che graffia l’aria della notte cubana.

È il concerto che seppellisce l’ultimo strascico di guerra fredda di cui le relazioni Cuba-Stati Uniti sono il simbolo anacronistico.

I fun cubani – 500.000 almeno – erano in visibilio, trasportati dalla musica e dall’euforia di un evento unico.

La parola liberata del pubblico:

“Un muro è caduto, un’altra cultura arriva a Cuba, ora siamo uniti, siamo amici” dice Hector.

“Chi l’avrebbe detto che avrei assistito a una cosa del genere, un’esperienza indimenticabile” grida Josie.

“I Rolling Stones sono qui e Cuba sta meglio. Stanotte è una notte magica. Viva Cuba” urlano in coro una coppia di residenti de L’Avana.

La musica ieri sera contava evidentemente più di ogni parola. E ha fatto dimenticare che la fine definitiva dell’embrargo è ancora da venire. Nel frattempo è stata la cultura britannica ad andare in contro a quella cubana, con un concerto che era gratuito per la popolazione.

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