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"Vogliamo la verità". L'Italia reagisce alle rivelazioni egiziane sulla morte di Giulio Regeni

L’Italia pretende “tutta la verità” sulla morte di Giulio Regeni e reagisce con rabbia all’ultima versione della rapina finita male che arriva dal

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"Vogliamo la verità". L'Italia reagisce alle rivelazioni egiziane sulla morte di Giulio Regeni

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L’Italia pretende “tutta la verità” sulla morte di Giulio Regeni e reagisce con rabbia all’ultima versione della rapina finita male che arriva dal Cairo.

I genitori del ragazzo si dicono “feriti e amareggiati” ed esortano il governo a reagire “con fermezza a questa oltraggiosa messa in scena”.

Era stato il ministero dell’Interno egiziano ad annunciare la svolta con tanto di foto: il passaporto di Giulio ed altri oggetti personali erano stati trovati in un’abitazione legata a una banda che sequestrava stranieri per rapinarli.

Tutti i componenti della banda erano stati uccisi in un blitz delle forze di sicurezza.

Ufficialmente gli investigatori egiziani collaborano con quelli italiani. Ma per il procuratore di Roma Pignatone “gli elementi finora comunicati dalla Procura egiziana al team di investigatori italiani presenti al Cairo non sono idonei per fare chiarezza”.

Il sospetto di molti è di trovarsi davanti a un nuovo e più sofisticato tentativo di depistaggio.

“Dopo più di 50 giorni dall’incidente che ha causato una controversia tra l’Egitto e l’Italia, vengono alla luce gradualmente nuovi dettagli, dopo che il ministro dell’Interno egiziano ha annunciato il ritrovamento dei documenti appartenuti allo studente italiano in un appartamento collegato ad un gruppo criminale. Allo stesso tempo, l’Ambasciata italiana mantiene il silenzio, rifiutando ogni commento sui recenti sviluppi”.