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12 morti in un frontale. In Francia l'incidente diventa un caso politico

Le accuse del centrodestra: "È nota da anni come 'strada della morte'. Si vegognino i politici che non hanno preso provvedimenti

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12 morti in un frontale. In Francia l'incidente diventa un caso politico

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Il frontale tra un tir e un minivan in cui giovedì sono morti 12 portoghesi che rientravano in patria per Pasqua diventa in Francia un caso politico. Riconosciuta come una delle più pericolose del Paese, la nazionale del dipartimento dell’Allier su cui si è prodotto è nota come “strada della morte”.

All’indomani dell’incidente, il Presidente del Consiglio dipartimentale dell’Allier ha accusato la politica di Parigi.
“Questa è una strada nazionale molto pericolosa – ha detto – Gérard Dériot, senatore del partito di centrodestra ‘I Repubblicani’ -. È da anni che è risaputo. I responsabili sono quindi coloro che, al livello dello Stato, hanno lasciato correre senza prendere alcun provvedimento. Oggi tutte queste persone dovrebbero almeno vergognarsi”.

Pur ammettendo ritardi in passato, il Ministro dei Trasporti francese, Alain Vidalies, ha detto all’emittente francese FranceInfo che lavori da un miliardo di euro per la messa in sicurezza dell’asse stradale sono ormai in corso.

La più giovane delle dodici vittime, che si trovavano tutte a bordo del minivan, era una bambina di sette anni, di ritorno dalla Svizzera in cui viveva, in compagnia del padre e della madre.

L’incidente si è verificato in un tratto nei pressi di Moulin, non lontano da Vichy. In base alla ricostruzione dei due conducenti italiani del Tir, il minivan avrebbe invaso la corsia opposta. Unico a sopravvivere tra i suoi occupanti è stato il conducente di 19 anni. Le cause esatte dell’incidente restano ancora da accertare.