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Reportage a Çeşme (Turchia), fra i migranti in attesa di imbarcarsi

Çeşme è una cittadina di 40mila abitanti sulle coste del mar Egeo. A sole sei miglia nautiche dall’isola di Chios in Grecia. È una delle località

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Reportage a Çeşme (Turchia), fra i migranti in attesa di imbarcarsi

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Çeşme è una cittadina di 40mila abitanti sulle coste del mar Egeo. A sole sei miglia nautiche dall’isola di Chios in Grecia. È una delle località turistiche più note nei pressi di Izmir, in Turchia. Arrivava ad avere 700.000 persone in estate, a causa del turismo. Ora questo business è a rischio per il flusso continuo di migranti.

Qui un’associazione non governativa cerca di aiutare rifugiati e richiedenti asilo con volontari che si alternano di continuo.

Dice una di loro: “Diamo latte ai bambini, generi di prima necessità. Assorbenti alle donne e tutto quello che riusciamo a procurarci, dal cibo in scatola ai vestiti per quelli che ne hanno bisogno”.

Il luogo è solo un punto di passaggio. I migranti guardano il mare aspettando il momento opportuno per imbarcarsi e cercare di raggiungere le coste greche e la loro meta: l’Europa.

Uno di loro, un afghano, dice: “Sono 30 anni che siamo sotto il fuoco di missili e il rischio kamikaze. Non abbiamo paura di morire. Siamo costretti a imbarcarci per sopravvivere, ma credo che ci siano buone probabilità di affogare nel tentativo”.

Una ragazza, un’altra migrante, ammette amaramente: “Per noi la situazione non è buona. Veniamo da una zona in guerra, ma anche qui non va bene. Siamo stanchi di tutto questo”.

L’altissimo numero di rifugiati ha provocato una diminuzione del turismo. I villaggi vacanze come questo, solitamente meta di tedeschi, restano vuoti.

Afferma il nostro corrispondente: “Questo villaggio vacanze utilizzato come ultima tappa prima dell’arrivo in Europa è adesso vuoto sia per le pessime condizioni atmosferiche che per le ultime restrizioni attuate dalla Turchia. Ma se la situazione dovesse cambiare, i rifugiati potrebbero tornare ad affluire qui e questo posto potrebbe ritornare a riempirsi di migranti”.