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Il commissario Onu per i diritti umani ammonisce gli europei: non violate gli obblighi internazionali sulla protezione dei rifugiati

A poche ore dal vertice europeo a Bruxelles dedicato alla crisi migratoria e alla collaborazione con la Turchia, Euronews ha incontrato l’Alto

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Il commissario Onu per i diritti umani ammonisce gli europei: non violate gli obblighi internazionali sulla protezione dei rifugiati

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A poche ore dal vertice europeo a Bruxelles dedicato alla crisi migratoria e alla collaborazione con la Turchia, Euronews ha incontrato l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani. Zeid Ra’ad al Hussein ha espresso una valutazione molto critica della bozza di accordo sul rimpatrio dei rifugiati che sarà discussa al vertice.

James Franey, Euronews:
I leader europei si incontreranno giovedi’ e venerdì. Discuteranno e sperano – di concludere un accordo con la Turchia, quell’accordo sulla crisi migratoria che Kenneth Roth di Human Rights Watch ha descritto come “un netto ripudio del diritto internazionale e dei valori stessi su cui si fonda l’Unione Europea.”
Commissario, se avesse la possibilità di rivolgersi ai leader europei in questi due giorni. Cosa vorrebbe dir loro?

Zeid Ra’ad al Hussein, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani:
“E ‘un’ottima domanda. Non conosciamo i dettagli di questo accordo. Abbiamo espresso preoccupazione per la possibilità che non ci sia una valutazione individuale delle richieste di asilo come dovrebbe essere. Disapproveremo qualsiasi forma di rimpatrio collettivo. E non vogliamo vedere gente respinta in mare, che in fondo è la stessa cosa. Vogliamo vedere invece l’applicazione della Convenzione sui rifugiati per tutti coloro che meritano lo status di rifugiato in Turchia e quindi speriamo che questa questione possa essere affrontata nel modo giusto”.

James Franey, Euronews:
“Se ho capito quel che sta dicendo, il progetto di accordo nella sua forma attuale, è qualcosa che il vostro ufficio non può approvare perché non è compatibile con il diritto internazionale”.

Zeid Ra’ad al Hussein, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani: “Non abbiamo visto alcun progetto. Ci basiamo su quel che abbiamo sentito dire. Siamo preoccupati e abbiamo fatto sentire queste preoccupazioni. Speriamo che nelle prossime 48 ore ma anche nei giorni precedenti gli avvocati abbiamo lavorato assiduamente per garantire che i termini di questo accordo – in qualsiasi forma sia il testo finale- sia conforme alle leggi internazionali sui diritti umani. Forse durante il fine settimana o forse all’inizio della prossima settimana, saremmo in una posizione migliore per valutare il testo dopo averlo analizzato nei dettagli”.

James Franey, Euronews:
“Ritiene che la Turchia sia un paese sicuro”?

Zeid Ra’ad al Hussein, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani:
“Beh, se si guardano i regolamenti e le direttive comunitarie, è chiaro che la Convenzione sui rifugiati deve essere applicata a tutti coloro che cercano lo status di rifugiato o hanno i requisiti per averlo. Quindi, la Turchia non ha ratificato questo protocollo del 1967 che apre anche ai non europei e questo è qualcosa che dobbiamo vedere”.

James Franey, Euronews:
“Lei ha assunto l’incarico nel settembre 2014. Quando ha preso questa posizione, hai mai pensato di dover venire a Bruxelles per ricordare alla gente gli obblighi internazionali nei confronti dei rifugiati?”

Zeid Ra’ad al Hussein, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani:
“Beh, ogni settimana c‘è qualcosa che mi ha sorpreso. Se gli Stati membri iniziano a smussare gli angoli e violano essi stessi questi obblighi sui diritti umani, che per molti aspetti sono vincolanti per loro, allora quali argomenti si possono uilizzarle contro coloro che violano i diritti degli altri, come gli estremisti, quando potrebbero essere accusati di fare la stessa cosa?”