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Siria: seconda giornata di negoziati a Ginevra, no incontri diretti

Con un orizzonte parzialmente rischiarato dall’avvio del ritiro russo, l’opposizione siriana incontra oggi a Ginevra Staffan De Mistura, l’inviato

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Siria: seconda giornata di negoziati a Ginevra, no incontri diretti

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Con un orizzonte parzialmente rischiarato dall’avvio del ritiro russo, l’opposizione siriana incontra oggi a Ginevra Staffan De Mistura, l’inviato speciale delle Nazioni Unite e mediatore della tornata di colloqui di pace che proseguirà fino al 24.
Ieri De Mistura aveva incontrato i rappresentanti del governo siriano, a questo si riferiscono le immagini. L’opposizione è cauta, sul ritiro russo dalla Siria:

“Dobbiamo verificare la natura e il significato di questa decisione. Se è davvero un ritiro delle truppe, è un fatto positivo. Ma dobbiamo vedere la messa in pratica sul campo”.

Per ora le due delegazioni non si incontrano direttamente, De Mistura ha detto che i colloqui si svolgeranno sulla base di un tecnica di “proximity”, cioè con il mediatore che fa la spola.

“In base ai risultati di questa tornata – spiega questo scrittore e giornalista siriano – si capirà se i negoziati proseguono, e se quindi il mediatore predisporrà una Roadmap sulla base dei parametri fissati nella tornata precedente, tre anni fa. Altrimenti, dichiareranno la fine del processo”.

Non c‘è un piano B, secondo De Mistura: sarebbe il ritorno alla guerra. La tornata negoziale dovrebbe chiudersi il 24 marzo. “Se non ci sarà una chiara volontà di negoziare – ha detto il mediatore – torneremo davanti a coloro che hanno influenza”, cioè Russia e Stati Uniti, e poi il Consiglio di Sicurezza. Secondo il Cremlino, anche Assad dice di esser pronto a una transizione politica. Ed è proprio lui uno dei principali punti del contendere, come sottolinea l’inviata di Euronews: “La partenza di Assad è un nodo cruciale – dice -, ci sono molti dubbi sul fatto che questi negoziati possano davvero sfociare in una soluzione politica che metta fine a quella devastante guerra”.