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Reazione turca all'autobomba, 45 membri del Pkk uccisi. E Podolski medita di lasciare il Galatasaray

Almeno 45 ribelli del Pkk uccisi. E’ il bilancio che fa Ankara dei raid compiuti ieri dall’aviazione turca all’indomani dell’autobomba che ha causato

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Reazione turca all'autobomba, 45 membri del Pkk uccisi. E Podolski medita di lasciare il Galatasaray

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Almeno 45 ribelli del Pkk uccisi. E’ il bilancio che fa Ankara dei raid compiuti ieri dall’aviazione turca all’indomani dell’autobomba che ha causato la morte di 37 persone. I jet hanno colpito obiettivi curdi nelle montagne del nord dell’Iraq, ma anche nel Sud-est turco, in città come Diyarbakir, dove negli scontri sono morte quattro persone, un poliziotto e tre militanti. Nelle operazioni militari turche nelle città curde ci sono anche diverse vittime civili.

Il presidente Recep Tayyip Erdoğan ha condannato duramente i terroristi. E non solo. “Non c‘è differenza tra un terrorista che ha una pistola in mano e coloro che sfruttano il loro ruolo e la loro posizione per metterli a disposizione del terroristi in modo che possano raggiungere i loro obiettivi. Possono essere accademici, avvocati, giornalisti, dirigenti di organizzazioni non governative. Questo non cambia il fatto che queste persone sono terroristi”.

Dal Pkk non è giunta alcuna rivendicazione dell’autobomba di domenica, l’ultimo di 4 attentati che in 5 mesi hanno colpito la Turchia. La gente teme che ce ne possano essere altri.

“Onestamente non ho molte speranze, sono pessimista, credo che possa accadere ancora. Stanno cercando di imporre un disegno nuovo attraverso il terrorismo. Spero che non ci riescano”, dice un’abitante dell’Ankara.

La tensione è alta. L’attaccante tedesco del Galatasaray Lukas Podolski, passato quest’anno al club di Istanbul, è sotto choc e starebbe pensando di andarsene.