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Francia: passo indietro del governo sulla rifoma del lavoro

Ma sindacati ancora scontenti e industriali delusi

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Francia: passo indietro del governo sulla rifoma del lavoro

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La mobilitazione dei sindacati e le critiche all’interno della maggioranza costringono il governo francese a fare un passo indietro sulla riforma del Lavoro.

Il premier Manuel Valls chiede “un nuovo inizio” ai sindacati e cede sulle regole per i licenziamenti economici e sul tetto ai risarcimenti decisi dai tribunali del lavoro. Reintrodotta la trattativa collettiva per le decisioni sul tempo di
lavoro oltre le 35 ore a settimana.

“Ritengo che sia importante andare avanti – ha detto Valls – Alcuni continuano a chiedere che il disegno di legge venga ritirato e messo da parte, ma questo non è possibile. Il Paese attende da troppo tempo delle risposte su questioni fondamentali”.

Le parti sociali restano scontente e hanno annunciato un primo round di negoziati a Palazzo Matignon per il 21 marzo.

“Sappiamo che cosa è accaduto qualche anno dopo la decentralizzazione della contrattazione collettiva in Germania, Spagna e Portogallo – sostiene Jean-Claude Mailly, segretario generale di Force Ouvriére – Io non voglio che nel nostro Paese, le generazioni più giovani perdano la tutela dei contratti di lavoro”.

Alcuni sindacati sono pronti a tornare in piazza e le modifiche deludono anche gli industriali. Per la Confindustria transalpina, la revisione toglie tutta la coerenza del dispositivo generale della riforma.