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Strage di Ankara, la capitale turca si sente sotto assedio

Il premier turco, Ahmet Davutoglu, punta il dito contro il Pkk dopo la strage di Ankara e il presidente, Recep Tayyp Erdogan, assicura che la Turchia

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Strage di Ankara, la capitale turca si sente sotto assedio

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Il premier turco, Ahmet Davutoglu, punta il dito contro il Pkk dopo la strage di Ankara e il presidente, Recep Tayyp Erdogan, assicura che la Turchia vincerà la battaglia contro il terrorismo. Ma nella capitale domina la paura dopo il terzo attentato in pochi mesi.

“Ero impietrito dallo spavento. Poi sono andato di corsa sul luogo dell’attentato e ho cercato di aiutare i feriti – ricorda ai microfoni di euronews, Kerem, un testimone oculare – Ho visto corpi bruciati all’interno di un autobus. C’erano resti umani dappertutto. In seguito è arrivata la polizia e ha isolato la zona. Ho aiutato alcuni feriti a salire sulle ambulanze”.

“Ovviamente abbiamo paura. Viviamo nell’ansia – aggiunge un altro abitante di Ankara – Non solo per noi, ma anche per le nostre famiglie, per parenti e amici. Spero che tutto questo finisca presto. Le nostre vite sono in pericolo. Abbiamo tutti paura quando camminiamo o saliamo su un autobus”.

“Gli abitanti di Ankara hanno paura. Il centro della città è meno affollato del solito”, spiega il corrispondente di euronews, Bora Bayraktar.

Lunedì mattina, nel cimitero di Karsikaya, il più grande della capitale turca, si sono svolti i funerali di 17 vittime dell’attacco. Tra loro Ozan Can, uno studente di ingegneria che aveva perso il suo migliore amico nell’attentato del 10 ottobre contro un corteo pacifista. Si svolgeranno martedì mattina a Kayseri i funerali di Kemal Bulut, padre di Umut, attaccante del Galatasaray.