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Piano UE-Turchia, dubbi tra i ministri dell'Interno

Dopo l’impegno della Turchia a riaccogliere sul proprio territorio tutti i migranti irregolari che sbarcano in Europa, ecco che i primi cento sono

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Piano UE-Turchia, dubbi tra i ministri dell'Interno

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Dopo l’impegno della Turchia a riaccogliere sul proprio territorio tutti i migranti irregolari che sbarcano in Europa, ecco che i primi cento sono stati rinviati dalla Grecia: si tratta di marocchini, pakistani e afghani che non hanno diritto all’asilo.
Ma il punto più controverso dell’accordo siglato lunedì al Vertice è quello che prevede che per ogni profugo sbarcato in Grecia e rimandato in Turchia, l’Europa ne accolga uno tramite vie legali. A Bruxelles, ne hanno discusso i ministri europei dell’Interno.

Mentre il greco Yannis Mouzalas chiede a tutti di fare la propria parte, dalla Turchia con l’applicazione immediata del piano, agli Stati membri con la distribuzione dei rifugiati interna all’Unione, altri si mostrano critici sulla corsia preferenziale riservata ad Ankara che a giugno potrebbe ottenere la liberalizzazione dei visti quando ancora non rispetta neanche la metà dei criteri richiesti.
Chi usa parole le più chiare è l’austriaca Johannna Mikl-Leitner.

“È altamente criticabile che la Turchia chiuda un giornale critico nei confronti del governo e dopo tre giorni ci presenti una lista di richieste e ottenga un’accelerazione della liberalizzazione dei visti. Mi chiedo se l’Unione europea non stia buttando all’aria tutti i propri valori”.

In appena 10 giorni, devono essere definiti tutti i dettagli dell’iniziativa che, al di là delle critiche di fondo che sta sollevando, si rivela una grossa sfida anche a livello operativo.

Con la rotta balcanica definitivamente chiusa, Bruxelles e l’Italia si preparano per evitare che il percorso alternativo diventi quello verso l’Adriatico, ecco perché il ministro Algelino Alfano sarà in visita in Albania nei prossimi giorni.
Nel frattempo, in Grecia, salgono a 40mila migranti e profughi bloccati nel Paese.