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La manovra Bce: tassi a zero, più acquisti di titoli e nuova liquidità alle banche

L'Eurotower abbassa i tassi principali, aumenta l'ammontare degli acquisti mensili di titoli, espande il programma alle obbligazioni di aziende non finanziarie e lancia nuove operazioni di rifinanziam

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La manovra Bce: tassi a zero, più acquisti di titoli e nuova liquidità alle banche

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Stavolta la Banca centrale europea non ha deluso. Anzi, il direttivo guidato da Mario Draghi si è spinto oltre le aspettative con un ampio pacchetto di misure mirate a incoraggiare il credito e a sostenere l’inflazione.

Point of view

Abbiamo deciso di includere nella lista di attività acquistabili nell'ambito del programma di 'Quantitative Easing' le obbligazioni emesse da aziende non finanziarie con un rating adeguato

Si parte con l’abbassamento dei tassi d’interesse: quello principale dallo 0,05% allo zero, quello sui depositi ulteriormente in territorio negativo al -0,4% e quello di rifinanziamento marginale allo 0,25%. “I tassi resteranno molto bassi per un lungo periodo di tempo”, ha detto il governatore della Bce. “Non prevediamo che sarà necessario ridurli ulteriormente”.

Seconda mossa: un ampliamento del programma di acquisto di titoli di Stato e obbligazioni (il cosiddetto “Quantitative Easing). L’ammontare passa da 60 a 80 miliardi di euro mensili e il limite acquistabile di ogni singola emissione sale dal 33% al 50%. Non solo: “Abbiamo deciso di includere nella lista di attività idonee ad essere acquistate – ha detto Draghi – obbligazioni in euro con rating adeguato ed emesse da aziende non finanziarie basate nei Paesi del blocco della moneta unica”.

Terzo punto: nuova liquidità per le banche. Le operazioni, ribattezzate “TLTRO II” (acronimo di Targeted long term refinancing operations), avranno inizio a giugno, dureranno quattro anni e l’ammontare dipenderà da quanto credito gli istituti erogano all’economia reale. Molto agevolate, come nelle manovre precedenti, le condizioni: “Per le banche il cui credito erogato netto supera la soglia fissata – spiega Draghi – il tasso d’interesse applicato nelle nuove operazioni di rifinanziamento sarà più basso e potrà scendere fino al livello del tasso d’interesse di deposito attivo al momento della sottoscrizione”.

La Bce, insomma, ha deciso di potenziare il suo “bakooka” di politica monetaria. Forse approfittando anche del fatto che, a causa delle regole dell’Eurotower (che prevedono una rotazione), in questo vertice di marzo molti dei “falchi” non votavano. In primis, il numero uno della Bundesbank tedesca Jens Weidmann.