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Riforma del codice del lavoro: le perplessità francesi

La riforma del diritto del lavoro in Francia riscalda gli animi. La ministra del Lavoro, Myriam El Khomri, ricoverata per qualche ora a causa di un

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Riforma del codice del lavoro: le perplessità francesi

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La riforma del diritto del lavoro in Francia riscalda gli animi.
La ministra del Lavoro, Myriam El Khomri, ricoverata per qualche ora a causa di un leggero malessere martedì (1 marzo 2016) ha detto che andrà fino in fondo.

La ministra, che ha assunto l’incarico lo scorso settembre, deve confrontarsi, da settimane ormai, con le turbolenze sociali e sindacali provocate dalla prima bozza del suo progetto di legge che avrebbe dovuto presentare in consiglio dei ministri la settimana prossima (9 marzo 2016).

In gioco c‘è un ‘acquis’ del diritto del lavoro francese, invidiato in molti Paesi, la settimana lavorativa di 35 ore.

Ma il progetto di legge dice veramente basta alle 35 ore?

Con la riforma, la durata legale della settimana resta di 35 ore, ma queste diventano modulabili. Il che vuol dire che potranno essere distribuite nel corso di più settimane. L’importante è che venga rispettato una media di lavoro di 37,5.
In Italia la media di ore lavorative per settimana è di 40.
Nel grafico, i dati di alcuni Paesi europei.

In Francia oggi è obbligo rispettare 11 ore di riposo consecutive tra un giorno di lavoro e un altro e almeno 35 ore di break settimanali.
Gli straordinari sono pagati il 25% in più fino a otto
ore di straordinario, si passa al 50% per le successive.

Il disegno di legge non modifica la soglia minima, che è fissata a 10%, né l’accordo generale, ma dà alle aziende la possibilità di fissare le ‘proprie tariffe’ per pagare gli straordinari dei propri dipendenti.

I sindacati temono che con il nuovo regime degli straordinari a pagare il prezzo più alto siano i lavoratori, che comunque vedranno le proprie ore di straordinario pagate almeno un 10% in più, un lusso in altri Paesi

Fino a oggi, il quadro normativo per il licenziamento collettivo in Francia restava vago, il progetto di legge proposto da Myriam El Khomri stabilisce più nel dettaglio i motivi che possono essere invocati per licenziare.
Ancora una volta, la Francia non veste la maglia nera. Nel Regno Unito per esempio un dipendente può essere licenziato senza bisogno di una ragione particolare se ha un’anzianità di almeno due anni.

In Italia, i licenziamenti sono regolati dall’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, riformato con il Jobs Act l’anno scorso

Stipendi, che fare?

Se la riforma poi tocca il nervo più sensibile dei lavoratori, ovvero sia gli stipendi, la cosa diventa complicata.
Sembra chiaro che in Francia a un aumento del tempo di lavoro non segue un adeguamento dello stipendio. Francia che comunque vanta uno dei migliori salari minimi d’Europa.

Il progetto di riforma del codice del lavoro francese rivedrà anche le indennità in caso di licenziamento.
A confronto la situazione in Francia e in altri Paesi europei.