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Essid: "Con l'incursione dalla Libia, l'Isil voleva instaurare un califfato in Tunisia"

La Tunisia, ancora una volta messa alla prova dagli attacchi dell’Isil, riflette su come tutelare la propria sicurezza. Lunedì 55 persone, tra cui 36

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Essid: "Con l'incursione dalla Libia, l'Isil voleva instaurare un califfato in Tunisia"

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La Tunisia, ancora una volta messa alla prova dagli attacchi dell’Isil, riflette su come tutelare la propria sicurezza.
Lunedì 55 persone, tra cui 36 jihadisti, sono morte nello scontro a fuoco ingaggiato da miliziani del sedicente Stato islamico provenienti dalla vicina Libia, che hanno attaccato le forze dell’ordine tunisine a Ben Guerdane.

Il premier Habib Essid ha dichiarato che l’incursione mirava ad instaurare un califfato dell’Isil nella città di confine e a destabilizzare la Tunisia.

Essid ha aggiunto:
“La lezione che possiamo trarre da questo attacco è che dobbiamo sempre restare vigili, dobbiamo contare sui nostri mezzi e assicurarci di essere sempre pronti a reagire fermamente e velocemente ad eventuali attacchi ulteriori.”

All’indomani dell’attentato, si è registrato un nuovo scambio di colpi di arma da fuoco a Ben Guerdane, dove agenti e militari tunisini danno la caccia ai terroristi fuggitivi. Un jihadista dell’Isil sarebbe stato ucciso e un altro catturato.