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C'è vita su Marte? La risposta dalla missione ESA ExoMars

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C'è vita su Marte? La risposta dalla missione ESA ExoMars

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A metà marzo decolla la missione su Marte dell'Agenzia Spaziale Europea che cercherà tracce di vita (passate o presente) sul pianeta rosso

C‘è vita su Marte? La missione dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ExoMars cercherà di dare una risposta a una delle maggiori incognite scientifiche del sistema solare.

Point of view

Álvaro Giménez, responsabile Scienza e Esplorazione robottica ESA: "ExoMars è una missione da sogno. Ci aspettiamo di ottenere la risposta alla domanda che abbiamo su Marte"

Il lancio della sonda TGO (Trace Gas Orbiter) e del modulo d’atterraggio Schiaparelli è previsto per metà marzo dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan.

Álvaro Giménez, responsabile Scienza e Esplorazione robottica ESA: “ExoMars è una missione da sogno. Ci aspettiamo di ottenere la risposta alla domanda che abbiamo su Marte. Ospita forme di vita? E l’evoluzione? Ma anche come o cosa significherebbe per l’intera evoluzione del sistema solare, Terra inclusa”.

L’arrivo a destinazione, dopo un viaggio di sette mesi, è previsto a ottobre. Il modulo di Schiaparelli (intitolato all’astronomo italiano Giovanni Schiaparelli, XIX secolo) atterrerà sul pianeta rosso con la stazione meteo ‘Dreams’ e altri strumenti; il Trace Gas Orbiter, invece, resterà in orbita per studiare l’atmosfera marziana.

Spiega Jorge Vago, membro del team responsabile del progetto ExoMars: “Dal momento che sarà il primo atterraggio della missione durante la stagione delle tempeste di polvere, effettueremo misurazioni all’atto della discesa per poter determinare importanti parametri atmosferici in questo periodo dell’anno marziano poco studiato”.

Marte si ritiene possa essere stato un luogo ideale per la vita extraterrestre visto che un tempo disponeva di acqua e atmosfera.

Dotato di macchina fotografica e spettrometri l’“orbiter”:http://exploration.esa.int/mars/46038-methane-on-mars/ identificherà le tracce delle fonti di gas che potrebbero essere la prova di attività biologica o geologica.

Sulla Terra il 90% del metano è prodotto da organismi viventi quindi bisogna capire quali sono qui le fonti.

Nicolas Thomas, direttore della ricerca CaSSIS (Colour and Stereo Surface Imaging System): “Andiamo ad analizzare molto dettagliatamente le componenti dei gas di questa atmosfera ma anche il potenziale per la generazione dei gas che potrebbe essere indicativo di attività vulcaniche magari connesse a fenomeni di sublimazione d’acqua con la liberazione di gas e naturalmente, si può parlare di vita, come un elemento biologico anche se ammetto di essere sostanzialmente scettico”.

Il programma ExoMars sarà anche il test di un certo numero di voli essenziali in loco grazie a tecnologie ritenute necessarie per le prossime missioni di esplorazione come ad esempio la futura missione internazionale Mars Sample.

In particolare, attraverso il modulo Schiaparelli, questa missione verificherà le tecniche per arrivo, discesa e atterraggio, fra due anni, di un rover/laboratorio mobile sulla superficie marziana.

“Tutto questo guarda al futuro – dice Jorge Vago -, alla gestione delle altre missioni e alla nostra industria in Europa, che potrebbero prefigurare di atterrare anche in questo periodo dell’anno. Naturalmente sarà importante per le future missioni, comprese quelle con astronauti”.

Il programma ExoMars prevede due missioni. La prossima verrà lanciata nel 2018 e includerà un rover dotato di una trivella di due metri di lunghezza, oltre a un kit di strumenti dedicati alla esobiologia e la ricerca geochimica.

Il rover cercherà potenziali tracce fossilizzate di vita passata, scavando molto più in profondità di quanto sia mai stato fatto sulla superficie di Marte.

Il programma ExoMars è una cooperazione fra l’“Agenzia Spaziale Europea”:http://exploration.esa.int/mars/46048-programme-overview/ e l’ente spaziale russo Roscosmos.

Importante anche la partecipazione dell’Agenzia Spaziale Italiana. L’ESA ha assegnato all’industria italiana la leadership principale di entrambe le missioni; oltre alla responsabilità complessiva di sistema di tutti gli elementi, è anche italiana la responsabilità diretta dello sviluppo del modulo Schiaparelli, del perforatore di due metri e del centro di controllo da cui il Rover verrà operato.