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Primarie Usa, due Stati a Cruz e Sanders per alimentare la speranza


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Primarie Usa, due Stati a Cruz e Sanders per alimentare la speranza

Se il “Supermartedì aveva sorriso ai favoriti Trump e Clinton“http://it.euronews.com/2016/03/02/dopo-il-supermartedi-trump-e-hillary-sono-ormai-i-candidati-piu-forti/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+euronews%2Fit%2Fnews+%28euronews+-+news+-+it%29, il successivo sabato li ha un po’ ridimensionati, ma non troppo.

Sul fronte repubblicano si votava in quattro Stati e Ted Cruz ha riportato due vittorie, in Kansas e Maine e un quasi pareggio in Kentucky.

I numeri restano sfavorevoli al senatore del Texas, che spera però sia l’inizio di un cambiamento del vento. Forte del sostegno del partito.

“I repubblicani – ha affermato dopo che sono arrivati i risultati – stanno facendo quadrato attorno alla nostra campagna. Il 65% dei repubblicani per i quali Donald Trump non è il miglior candidato da contrapporre a Hillary Clinton. Per cui le probabilità che perda sono troppo alte. Se perde, perdiamo la Corte suprema per una generazione, perdiamo la carta dei diritti, il Senato. Vediamo i repubblicani coalizzarsi”.

Trump, dal canto suo, non resta a bocca asciutta e la vittoria in Louisiana ne ribadisce il ruolo di “uomo da battere” nella competizione repubblicana, con Rubio e, ancor di più, Kasich, che appaiono come ostacoli a Cruz piuttosto che possibili reali alternative.

Discorso diverso nell’altro campo, dove la competizione è a due sin dall’inizio e per Bernie Sanders imporsi in Nebraska e, più nettamente, in Kansas, è uno stimolo a continuare una corsa comunque a handicap.

“La gente di questo Paese – ha affermato il senatore del Vermont – è stanca della politica e dell’economia dell’establishment. Vogliono cambiamenti reali in questo Paese. E sento con grande forza, non solo quando vedo grandi folle come quella di stanotte, ma quando vedo voti come quelli che stiamo ricevendo. Abbiamo un grande slancio e percorriamo la strada verso la vittoria”.

Ma in realtà è Hillary a vincere. Anche quando perde per due Stati a uno. Il cappotto imposto in Louisiana, infatti, permette all’ex segretario di Stato di allungare ulteriormente il vantaggio come numero di delegati.

Prossimo appuntamento per i democratici già domani, nel Maine dove i Repubblicani hanno appena votato. Poi ancora un “mini-Supermartedì”, con due Stati al voto per il partito del presidente in carica e quattro che eleggeranno i delegati per l’elefantino. Particolarmente atteso l’esito di uno Stato “pesante” come il Michigan.

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