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Turchia: nuovi timori per la libertà di stampa dopo il commissariamento di Zaman

Unione Europea e Stati Uniti esprimono preoccupazione per la vicenda del quotidiano di opposizione turco, posto sotto amministrazione fiduciaria. Zaman è accusato di legami con il predicatore Fethulla

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Turchia: nuovi timori per la libertà di stampa dopo il commissariamento di Zaman

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Il quotidiano turco d’opposizione Zaman riapre, con la presenza massiccia della polizia e le barricate, dopo essere stato commissariato dal governo con la forza. Un’operazione che preoccupa profondamente Unione Europea e Stati Uniti.

Venerdì notte la polizia ha disperso i manifestanti con idranti e lacrimogeni davanti alla sede del giornale a Istanbul, è entrata nell’edificio e lo ha evacuato applicando una sentenza di un tribunale della metropoli turca.

Il gruppo editoriale Feza Media è accusato di essere legato all’organizzazione del predicatore Fethullah Gulen, ex alleato del presidente Erdogan poi suo nemico, che secondo il Procuratore Generale ha istituito uno “Stato parallelo” per rovesciare il governo dell’AKP, cooperando inoltre con il PKK. Una petizione su internet chiede di ribaltare la decisione.

Per la caporedattrice della versione in lingua inglese del quotidiano Zaman il governo attacca le voci critiche. “Il governo pratica una vasta caccia alle streghe”, denuncia Sevgi Akarçeşme. “Come ha detto una volta lo stesso presidente Erdogan: “Caccia alle streghe? Se viene chiamata così lasciate che lo sia”. Dunque ha dichiarato apertamente che lo avrebbero fatto ed è quello che stanno facendo attualmente, è una caccia alle streghe contro gli oppositori”.

Al grido “Non si può far tacere la libertà di stampa” giornalisti e cittadini si erano riuniti di fronte alla sede del quotidiano. Libertà che “deve essere rispettata dalla Turchia”, candidata all’adesione all’Unione Europea, ha ammonito il commissario all’allargamento Johannes Hahn, a due giorni dal vertice con Ankara sulla crisi migratoria. La Turchia occupa la 149esima posizione su 180 Paesi nella classifica mondiale sulla libertà di stampa 2015 stilata da Reporter senza Frontiere.