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Lavoratori distaccati, truffa o opportunità?

Questa settimana in UTalk, una domanda di Isabelle da Tolosa, in Francia: “Perché la regolamentazione europea relativa allo status dei lavoratori

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Lavoratori distaccati, truffa o opportunità?

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Questa settimana in UTalk, una domanda di Isabelle da Tolosa, in Francia:

“Perché la regolamentazione europea relativa allo status dei lavoratori distaccati provoca regolarmente polemiche in alcuni Stati come Francia, Germania o Benelux?”

La risposta di Michel Miné, professore associato al Conservatorio Nazionale di Arti e Mestieri di Parigi e conferenziere:

“Un lavoratore distaccato è un lavoratore inviato in un altro stato membro dalla sua azienda per un tempo determinato.

Questo lavoratore potrà usufruire dei diritti del paese di accoglienza. Per quanto riguarda invece il regime di protezione sociale e di trattenute, continuerà a dipendere dal paese di origine dove esercita abitualmente la sua attività.

Il lavoratore distaccato dovrà beneficiare di diritti minimi come la durata della giornata lavorativa e soprattutto del salario minimo applicabile nello Stato dove va a lavorare in maniera temporanea”.

Quello che causa controversia è il fatto che si parli di concorrenza sleale perché queste aziende che vengono dall’Europa centrale e orientale e che mandano i loro salariati in Europa occidentale, non rispettano le regole in matera di salario minimo.

La possibilità di distaccare lavoratori non deve portare a una sorta di dumping sociale, ovvero non si deve compiere sulla pelle dei lavoratori.

Per mettere un freno agli abusi “una nuova direttiva europea”: http://eur-lex.europa.eu/legal-content/FR/TXT/?uri=URISERV%3Ac10508 è stata adottata nel 2014. Essa ha migliorato la direttiva del 1996 per rinforzare i controlli degli ispettorati del lavoro e dovrà essere recepita entro il 18 giugno 2016.

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