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Primarie Usa, Romney spara a zero su Trump: "un ciarlatano"

Immediata la replica del candidato repubblicano alle primarie: "quattro anni fa mi aveva implorato per avere il mio appoggio".

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Primarie Usa, Romney spara a zero su Trump: "un ciarlatano"

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Un endorsment al contrario. In un discorso all’Università dello Utah, il candidato repubblicano delle scorse presidenziali, Mitt Romney, non ha indicato per chi votare, ma per chi assolutamente non farlo.

Che Trump non sia amato nell’establishment del partito è noto, ma l’attacco è stato davvero incendiario.

“Quello che so – ha detto – è che Donald Trump è un ciarlatano, un imbroglione. Le sue promesse sono senza valore, come una laurea alla Trump University. La sua politica interna porterebbe alla recessione, la sua politica esterea renderebbe l’America e il mondo meno sicuri, non ha il temperamento, né il discernimento per essere presidente.
Pensate alle qualità personali di Donald Trump: tirannia, avidità, l’esibizionismo, la misoginia, le pantomime di basso livello”.

C‘è chi ipotizza addirittura una candidatura di Romney “last minute” se il ciclone Trumpo non dovesse arrestarsi.

La risposta del tycoon newyorkese, che ha vinto nel maggior numero di Stati in cui si è votato nel Supermartedì ed è in testa alle primarie republbicane non si è fatta attendere ed è giunta da un comizio elettorale a Portland, nel Maine.

“Replicherò brevemente, perché è irrilevante. Mitt è stato un candidato fallimentare. Ha fallito. Fallito orribilmente. L’ho sostenuto. Potete vedere quanto è leale. Aveva implorato per il mio appoggio. Avrei potuto dire ‘Mitt, mettiti in ginocchio’ e si sarebbe messo in ginocchio. Mi aveva implorato”.

Rapida anche la controreplica, arrivata via Twitter. Romney ha affermato che, se Trump avesse detto quattri anni fa quello che dice adesso, il suo endorsment non lo avrebbe mai voluto.

Altri tempi. Oggi la macchina del partito repubblicano è in buona parte schierata per tentare di frenare la candidatura di Trump. Altra cartuccia sparata: una lettera ‘contro’ firmata da oltre 90 “veterani” della politica estera dell’elefantino, pubblicata sul blog War on the rocks. Tutti convinti che le proposte del magnate dell’immobiliare mettono a repentaglio la sicurezza degli Stati Uniti.

“Le dichiarazioni di Trump – si legge – ci portano a concludere che, come presidente, userebbe l’autorità del suo ufficio per agire in modo tale da rendere l’America meno sicura, e diminuirebbe il nostro peso nel mondo”.

Tra i firmatari c‘è Robert Zoellick, ex presidente della Banca Mondiale e vice segretario di Stato; l’ex segretario americano per la Sicurezza Nazionale Michael Chertoff e Dov Zakheim, un alto funzionario del Pentagono sotto la presidenza di George W. Bush.