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Nuove proteste contro sgombero della giungla di Calais: in 9 con bocca cucita

Bocche cucite, letteralmente. Nove iraniani hanno usato questa forma estrema di protesta nella cosidetta “giungla” di Calais, ripetendo quanto fatto

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Nuove proteste contro sgombero della giungla di Calais: in 9 con bocca cucita

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Bocche cucite, letteralmente. Nove iraniani hanno usato questa forma estrema di protesta nella cosidetta “giungla” di Calais, ripetendo quanto fatto il giorno precedente da altri otto loro connazionali.

Il tutto è avvenuto davanti a fotografi e cameraman, nella zona sud del campo dove giovedì mattina sono tornate in azione le ruspe.

In quattro giorni, è stato sgomberato circa un ettaro di terreno. Ne restano altri sei, su cui sono installati in tende di fortuna almeno un migliaio di profughi.

Come il venticinquenne Ahmad, iracheno: “Sono qui da dieci giorni, senza potermi fare una doccia, in una piccola tenda, al freddo, sotto la pioggia. Non mi importa di rimanere nel Regno Unito, ma lì vive parte della mia famiglia”.

La decisione del comune di smantellare la tendopoli per alloggiare i migranti in strutture meno provvisorie ha suscitato vive proteste. La settimana scorsa, un tribunale amministrativo di Lille aveva dato il via libera, a patto che venissero preservati i luoghi a carattere sociale e culturale.