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USA: il superTuesday, Clinton e Trump cercano la conferma

È il “Super Tuesday”, quello in cui gli elettori per le primarie democratiche e repubblicane possono dare un via libera quasi definitivo a un

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USA: il superTuesday, Clinton e Trump cercano la conferma

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È il “Super Tuesday”, quello in cui gli elettori per le primarie democratiche e repubblicane possono dare un via libera quasi definitivo a un candidato per le presidenziali, o rimischiare le carte.
Undici stati al voto per entrambi i partiti, più due Stati solo per i repubblicani e un territorio per i democratici.

I sondaggi dicono che i frontrunner, Hillary Clinton da una parte e Donald Trump dall’altra, faranno incetta di voti.

L’ex first lady ed ex Segretario di Stato ha fatto campagna nel Minnesota:

“Mi esprimo semplicemente contro il bigottismo e il bullismo ovunque mi capiti di sentirne, e ne sento molto dai candidati repubblicani. Sembrano aver completamente dimenticato le cose da fare, e stanno basando la loro campagna solo sull’insulto”, ha detto.

Donald Trump ha preso invece la parola nell’Ohio, e a sua volta ha attaccato direttamente la rivale democratica:

“Hillary Clinton non ha la forza, non ha i geni per diventare presidente. Lo dico chiaramente. Non avete notato che fa un incontro pubblico e poi non la vedete per cinque giorni, poi ne fa un altro e tutto è preparato: le interviste, le persone scelte per farle le domande del caso, e noi questo non lo facciamo”.

E poi c‘è la gara degli altri, tre quelli considerati ancora papabili: Bernie Sanders è intervenuto nel Vermont, dove è senatore, e ha detto di sperare in un’affluenza massiccia, unica speranza per poter recuperare parte dello svantaggio rispetto a Hillary Clinton. I sondaggi danno il candidato democratico indietro nel partito, ma dicono anche che se toccasse a lui una sfida contro Trump vincerebbe con più facilità rispetto alla Clinton.

E in campo repubblicano Ted Cruz e Marco Rubio, praticamente appaiati lontano dietro a Trump: il senatore ultraconservatore del Texas, Ted Cruz, al momento è dato terzo, con 18% contro il 40% di Trump. Cruz ha passato la giornata a Houston.

Marco Rubio, senatore della Florida, ha parlato nell’Oklahoma e se l‘è presa con Trump:

“Se otterrà la nomination repubblicana, lasciatemi dire che un voto per lui equivale a un voto diretto per Hillary Clinton alle presidenziali di novembre”, ha detto.
Ed è più o meno quello che dicono i sondaggi: Trump stravince in casa repubblicana, ma alle presidenziali perderebbe.