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Grecia: centinaia di migranti accampati nel centro di Atene, migliaia bloccati alla frontiera

Con le frontiere verso nord bloccate, la situazione in Grecia si fa drammatica. Al confine macedone sono ammassate migliaia di persone, il campo di

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Grecia: centinaia di migranti accampati nel centro di Atene, migliaia bloccati alla frontiera

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Con le frontiere verso nord bloccate, la situazione in Grecia si fa drammatica.
Al confine macedone sono ammassate migliaia di persone, il campo di Idomeni ne dovrebbe ospitare 1.500 ma ne ha già molte più del doppio, e i Paesi dei Balcani dicono che non lasceranno passare più di 500 migranti al giorno, solo siriani e iracheni. Al porto del Pireo ne arrivano continuamente, molti restano qui, molti altri vanno nel centro di Atene, in piazza Vittoria, vicino alla stazione ferroviaria, sono in centinaia:

“Aspetteremo finché apriranno i confini, l’Europa qualcosa deve fare con noi. Se non lo faranno non torneremo comunque indietro, resteremo e moriremo qui”.

Alcuni partono verso Salonicco, da lì si può ripartire in direzione della Macedonia ma anche dell’Albania o del Kosovo, per poi tentare la traversata dell’Adriatico.
Gli ateniesi intanto sono preoccupati per la loro vita in città:

“Da molti anni vengo qui a bere il mio caffè, ma non posso più farlo. C‘è chi piange, chi muore di fame, sono così in miseria queste persone, cosa puoi fare?”

“Arrivano, continuano ad arrivarne… E dove devono andare? E noi siamo ormai stranieri nel nostro Paese, i Greci se ne vanno e diventano migranti, guardatevi intorno, tutti i negozi sono chiusi. Alcuni vengono riaperti da stranieri. Noi ce ne andiamo e loro arrivano e vivono ad Atene e in Grecia”.

La Commissione europea ha detto di temere una catastrofe umanitaria, Atene è in rottura con Vienne, che con le quote ha generato le chiusure a cascata nei Balcani.

“Le frontiere macedoni chiuse – dice il corrispondente di Euronews da Atene – non scoraggiano migliaia di migranti che continuano ad arrivare al porto del Pireo. La Grecia teme di trasformarsi lentamente in un enorme deposito di anime perse. Le speranze per una via d’uscita vengono riposte nel cruciale vertice dell’Unione europea del 7 marzo”.