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Siria: crisi umanitaria, aiuti paracadutati su Deir Ezzor mancano l'obiettivo

In attesa di verificare le condizioni per la ripresa dei colloqui di pace in Siria, l’Onu cerca di far arrivare gli aiuti umanitari nelle zone sotto

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Siria: crisi umanitaria, aiuti paracadutati su Deir Ezzor mancano l'obiettivo

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In attesa di verificare le condizioni per la ripresa dei colloqui di pace in Siria, l’Onu cerca di far arrivare gli aiuti umanitari nelle zone sotto assedio.

Una corsa contro il tempo, perché a Madaya, da diversi giorni, si segnalano morti per fame.

A Ginevra, l’inviato Onu per la Siria, Staffan De Mistura, mostra però un rinnovato ottimismo soprattutto riguardo gli aiuti alla popolazione civile.

“110.000 persone, quasi 200 camion, ieri abbiamo iniziato a sperimentare il lancio degli aiuti dagli aerei con l’obiettivo di raggiungere 200.000 persone – ha detto il diplomatico italo-svedese – Questi sono cambiamenti importanti rispetto a prima”.

Ad aver bisogno degli aiuti sono circa 480mila persone. 370mila civili non sono ancora stati raggiunti dai convogli umanitari. In molti casi è impossibile via terra e l’Onu confida nell’attuazione del cessate il fuoco per velocizzare la distribuzione.

“Abbiamo due problemi – spiega Jan Egeland, specialista Onu per le questioni umanitarie – le pedane cariche di aiuti sono state paracadutate, in alcuni casi hanno mancato gli obiettivi e, in altri, i paracadute non si sono aperti e il cibo è andato distrutto”.

A Deir Ezzor gli aiuti sono arrivati molto danneggiati, la Mezzaluna Rossa è riuscita a raccogliere solo tre di sei container. Fonti del World Food Programme, interpellate da un’emittente britannica, dicono di temere che parte del carico sia finito in una zona controllata dall’Isil.