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La legge Cirinnà: che fatica approvarla...

È un tema che ha diviso l’opinione pubblica, ma forse più la politica che la società, oppressa da altre urgenze e da sempre tendenzialmente aperta

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La legge Cirinnà: che fatica approvarla...

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È un tema che ha diviso l’opinione pubblica, ma forse più la politica che la società, oppressa da altre urgenze e da sempre tendenzialmente aperta alla soluzione più semplice, quella di un’unione civile senza diritti di adozione. Anche se nel 2007 il governo Prodi ci provò, ma il progetto, allora battezzato DICO, non vide mai la luce a causa della caduta dell’esecutivo.

Il problema ora non era tanto nell’unione in sé quanto nelle conseguenze, dall’acquisizione della cittadinanza alla pensione di reversibilità ai figli.

La legge Cirinnà, proprio perché questi aspetti li voleva normare tutti insieme, implicava un percorso complesso e irto di ostacoli e di rischi.

Tantopiù che il governo non ha una maggioranza solida al Senato, e dopo il fallimento del primo tentativo con il cosiddetto emendamento “canguro” che ha fatto venir meno l’appoggio dei grillini, il PD ha dovuto cercare il compromesso con l’ala centrista e ha finito per sopprimere la parte sulle adozioni. Ma non l’ha fatto rimandando il testo in commissione per poi riportarlo al voto. Lo ha fatto, invece, con un emendamento del governo: sul quale l’esecutivo ha chiesto la fiducia.

Nelle fasi salienti del dibattito, la Chiesa è in parte intervenuta e in parte no: se il Cardinale Bagnasco ha subito i rimbrotti di papa Francesco per aver pubblicamente appoggiato il Family Day, il Pontefice stesso si è limitato a ricordare in un incontro alla Sacra Rota il valore del matrimonio cattolico.

L’opinione pubblica, anche quella cattolica, era in larga maggioranza favorevole a una norma sulle unioni civili, senza adozioni. Resta il fatto che la nuova norma, benché possa andar bene alla gran parte dell’opinione pubblica, scontenta sia i cattolici del Family Day sia le organizzazioni gay: da entrambe le parti promettono ancora battaglia.