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Egitto, senza liquidità a rischio la ripresa

L’Egitto è un paese bloccato. La macanza di liquidità in dollari minaccia seriamente le possibilità di ripresa economica dopo la rivoluzione del

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Egitto, senza liquidità a rischio la ripresa

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L’Egitto è un paese bloccato. La macanza di liquidità in dollari minaccia seriamente le possibilità di ripresa economica dopo la rivoluzione del 2011. Per tenere sotto controllo l’inflazione la Banca Centrale ha fissato la sterlina egiziana a 7.83 per un dollaro, un valore che diverso da quello stabilito dal mercato dei cambi. 111 agenzie che operano nel Paese sono state chiuse dalle autorità e 27 sanzionate:

“L’attuale situazione economica non sembra la causa primaria della crisi – spiega l’economista Mohammed Al-Najar – non possiamo ignorare le questioni politiche e di sicurezza e le ripercussioni che queste hanno sull’Egitto …hanno causato preoccupazioni tali da scoraggiare gli investimenti nel Paese”.

La svalutazione della sterlina ha un impatto diretto sul potere d’acquisto dei cittadini, se si considera che cibo ed energia sono in gran parte importati. Un quadro reso ancora più drammatico dal crollo di una delle pricipali industrie del Paese: il turismo.

“Ci aspettiamo degli aumenti dei prezzi nei prossimi giorni, come faranno le persone a vivere? Dove troveranno i soldi? L’acqua, l’elettricità sono aumentate, come tutto”, si lamenta un residente del Cairo e una donna gli fa eco: “Come faremo a vivere in questa situazione? Come faremo a garantirci il sostentamento? Dove sono i prezzi bassi di cui parlano? Il dollaro aumenta e noi mangiamo le pietre”.

La mancanza di liquidità ha indotto gli investitori al blocco della produzione nel Paese, come nel caso di General Motors, che controllo il 20% del mercato e ha fermato l’attività fino a quando il problema non verrà risolto, con un effetto domino sul mercato del lavoro, nel 2015 la disoccupazione ha superato il 12%.

Mohammed Shaikhibrahim, euronews:
“Il governo egiziano è alla ricerca di un sistema di salvataggio economico, ma non sembra che le soluzioni messe in campo finora abbiano avuto effetti. Gli economisti temono che i passi fatti dal governo causino un’ulteriore crisi della sterlina egiziana e questo rappresenterebbe un vero e proprio suicidio economico, considerando la scarsa crescita e l’alta disoccupazione”.