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Parigi smantella la 'giungla'

In attesa che l’Europa parli con una voce unica sulla crisi dei migranti, i singoli stati membri fanno da soli. In Francia il governo ha deciso di

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Parigi smantella la 'giungla'

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In attesa che l’Europa parli con una voce unica sulla crisi dei migranti, i singoli stati membri fanno da soli.

In Francia il governo ha deciso di smantellare in parte la cosiddetta Giungla, il campo profughi di Calais, dove migliaia di migranti dallo scorso ottobre sono ammassati con la speranza di passare il tunnel della Manica per andare nel Regno Unito.

L’obiettivo di Parigi è di portare il numero di migranti a 2000 persone spostando gli altri in container costruiti nelle ultime settimane a nord del campo profughi attuale e dotato di docce e riscaldamento.

Passare dall’altra parte della Manica sta diventando un sogno irrealizzabile e sono sempre più numerosi coloro che desistono lasciandosi persuadere dai messaggi del governo francese che durante la distribuzione dei pasti li sensibilizza spiegando l’operazione di dislocamento.

Funzionario della Prefettura:

“Sono migliaia la prefettura non riesce a occuparsi di tutti “.

Le associazioni umanitarie, che lavorano a Calais, avevano criticato l’iniziativa del governo di smantellare la giungla, perché le alternative proposte sembravano il frutto d’improvvisazione e fretta piuttosto che di un piano coordinato.

Maya Konforti, volontaria:

“Si dice ai migranti andate nei container, ma li c‘è solo un letto caldo ed è tutto, non c‘è neppure la possibilità di farsi una tazza di te. Niente, neppure un luogo di incontro, un luogo per fare vita sociale, non ci sono scuole, chiese, moschee. Non c‘è assolutamente niente”.

In ottobre scorso con l’appello degli 800, artisti, scrittori e intellettuali francesi, si chiedeva a Parigi di mettere fine alle condizioni scandalose in cui versava il campo.
All’epoca i migranti avevano raggiunto il numero straordinario di 6000.

Da allora almeno 2600 persone hanno lasciato Calais a bordo del bus che parte due volte alla settimana per una destinazione imprecisata.

I migranti vengono ricollocati sull’intero territorio francese, con la speranza di raggiungere un centro di accoglienza e fare domanda d’asilo.