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L'Oscar non di lingua inglese

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L'Oscar non di lingua inglese

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Elsa Goncalves: “Le opere in concorso per l’Oscar per il miglior film in lingua straniera sono un piccolo esempio del cinema mondiale. Ogni anno

Elsa Goncalves: “Le opere in concorso per l’Oscar per il miglior film in lingua straniera sono un piccolo esempio del cinema mondiale. Ogni anno, l’American Academy riceve domande da quasi 100 paesi e sceglie solo cinque pellicole. E’ ovvio che molti buoni film siano esclusi. Tuttavia quelli scelti meritano la nostra attenzione”

Tra i favoriti, “Il figlio di Saulo” del regista ungherese Laszlo Nemes. Saulo venne internato ad Auschwitz ed è scampato alla morte perché faceva parte dei Sonderkommando, lavorando nei forni crematori. Un giorno riconosce il corpo di suo figlio e il suo scopo di vita diventa quello di dargli degna sepoltura.

“Mustang” è un altro dei grandi candidati all’Oscar del miglior film non in lingua inglese. Questo lungometraggio franco-turco racconta di 5 ragazzine segregate in casa.

Le protagoniste sono 5 orfanelle adolescenti in un villaggio della profonda Turchia. Per un gioco innocente con i loro compagni di scuola vengono considerate come ragazze perdute. Lo zio le chiude in casa e fa verificarne la loro verginità.

Per la prima volta la Giordania è fra i paesi candidati all’Oscar. “Theeb” è una storia di vendetta e di sopravvivenza dal punto di vista di un beduino.

Nel 1916, durante la Grande Guerra, nella provincia ottomana di Hijaz, Theeb, un ragazzo Beduino, decide di accompagnare un soldato britannico nel deserto giordano. Il deserto è pieno di mercenari e ribelli. Per sopravvivere, Theeb deve diventare uomo.

Il lungo metraggio colombiano “El abrazo de la serpiente” ci porta nel cuore dell’Amazzonia discrivendo lo scontro fra due mondi, l’indiano e l’occidentale.

“L’abbraccio del serpente” (“El abrazo de la serpiente”) ci porta nel cuore dell’Amazzonia profonda. Si tratta di un film colombiano firmato da Ciro Guerra che ha come protagonista uno sciamano. Un uomo che vive solo, il suo popolo è scomparso come i suoi ricordi, le sue emozioni e intere parti della sua cultura.

Per ultima la Danimarca è fra i candidati con un film molto potente sull’assurdità della guerra.

Il capitano Pedersen guida una missione per la ricostruzione dell’ Afghanistan. In Danimarca sua moglie è rimasta sola con i tre figli. Pedersen ordina a un certo punto il bombardamento di una zona per salvare un soldato, l’attacco provaca la morte di donne e bambini e il capitano verrà tradotto davanti a un tribunale militare.

L’edizione speciale del Cinema Box dedicata agli Oscar finisce qui. Vi invitiamo a scoprire la nostra pagina Oscar 2016 che passa in rassegna la maggior parte dei film in concorso.