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La guerra di Aleppo

La svolta della guerra in Siria potrebbe giocarsi a Aleppo, la più grande città del Paese e un tempo la sua capitale commerciale. Sul terreno le

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La guerra di Aleppo

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La svolta della guerra in Siria potrebbe giocarsi a Aleppo, la più grande città del Paese e un tempo la sua capitale commerciale.

Sul terreno le forze governative sembrano adottare la stessa strategia con cui sono riuscite a riconquistare Homs.
Assediano e isolano le forze anti-assad che controllano la parte più orientale della città, dal 2012.

I caccia russi bombardano le postazioni ribelli, mentre a terra la decimata infanteria siriana è supportata dai pasdaran iraniani, dalle milizie sciite di Hezbollah e da quelle irachene e azere.

Delle difficoltà delle truppe anti-assad ne approfittano anche i curdi, che mirano a unire i cantoni di Afrin, Koban e Jazira e che stando all’Osservatorio siriano dei diritti dell’uomo controllano i 3/4 degli 800 chilometri di frontiera tra Siria e Turchia.

I ribelli sanno che se le truppe di Assad riconquistano Aleppo sarà l’inizio della fine. Per evitare questo, devono impedire la chiusura dell’ultimo corridoio di approvvigionamento di armi e viveri che si trova a nord-est

http://www.lorientlejour.com/article/970699/a-alep-quatre-acteurs-et-un-arbitre.html

L’offensiva delle ultime settimane contro Aleppo ha spinto decine di migliaia di abitanti a abbandonare la città. La grande maggioranza si ammassa alla frontiera turca.

La guerra entra nel suo quinto anno, una barbarie per i siriani, qualcuno ha avuto il coraggio di tornare per vedere cosa è rimasto. Come questa ex guida turistica:

“Sono partito cinque anni fa, quello che vedo è impressionante”.

http://www.lemonde.fr/proche-orient/article/2016/02/07/la-bataille-d-alep-tournant-de-la-guerre-civile-syrienne_4860858_3218.html