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Cosa sveleranno le onde gravitazionali? Aperte nuove frontiere dell'astronomia

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Cosa sveleranno le onde gravitazionali? Aperte nuove frontiere dell'astronomia

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La rilevazione delle “onde gravitazionali”

La rilevazione delle “onde gravitazionali”
http://www.esa.int/var/esa/storage/images/esa_multimedia/images/2016/02/gravitational_waves/15806630-2-eng-GB/Gravitational_waves_large.gif dall’osservatorio statunitense LIGO apre un nuovo capitolo nell’astronomia.

Queste onde sono le increspature dello spazio-tempo generate da eventi cosmici violenti, ipotizzate un secolo fa da Albert Einstein. Altre importanti domande possono nascere adesso come spiega Gianpietro Cagnoli, professore di Fisica all’Università Lyon I, in Francia:
“Si apre una nuova finestra nell’universo. Abbiamo la possibilità di studiare in maniera completamente diversa dei fenomeni a noi fino ad ora oscuri”.

Ma come è stato possibile attribuire la “paternità” delle onde rilevate a una fusione di buchi neri di oltre 1.3 miliardi di anni fa ?
“Analizzando la forma d’onda del segnale – spiega Cagnoli – è possibile misurare quanto sono le masse che generano quest’onda gravitazionale e la loro distanza, quindi siccome questi parametri sono unici per ogni tipo di binaria di stelle di neutroni o di buchi neri, diciamo che il segnale che noi catturiamo è unico, è come un’impronta digitale dell’eveneto che si sta procurando”.

Ora possiamo ascoltare l’universo e nel futuro l’onda gravitazionale da catturare sarà quella delle origini, quella generata del Big Bang.
Ma la tecnologia dovrà essere migliorata, afferma il professor Cagnoli: “Dovremo aspettare degli anni per avere degli strumenti che hanno un rumore interno talmente basso da riuscire a rivelare le onde gravitazionali prodotte al momento del big bang”.

Il futuro di questa ricerca punta ad aumentare la sensibilità di LIGO in modo da poter intercettare diverse gamme di onde gravitazionali ancora più lontane nell’Universo.