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Siria, caos sul terreno a pochi giorni dalla tregua stabilita a Monaco

Aumenta la pressione internazionale sulla Turchia affinchè interrompa i bombardamenti nel Nord della Siria contro le postazioni curdo-siriane. La

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Siria, caos sul terreno a pochi giorni dalla tregua stabilita a Monaco

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Aumenta la pressione internazionale sulla Turchia affinchè interrompa i bombardamenti nel Nord della Siria contro le postazioni curdo-siriane.

La Francia, gli Stati Uniti e la Germania chiedono ad Ankara che cessino i tiri di mortaio che l’esercito turco ha avviato da due giorni. L’obiettivo sono le postazioni dei militanti curdi del Partito dell’Unione Democratica (Pyd) che Ankara annovera tra le formazioni terroristiche.

L’Arabia Saudita dal canto suo spinge affinchè la Russia fermi i raid contro l’opposizione moderata siriana e si dice pronta a partecipare ad un intervento di terra.

Il Ministro degli Esteri saudita Adel Al-Jubeir: “Abbiamo detto che la coalizione a guida statunitense dovrebbe prendere la decisione di inviare truppe di terra in Siria, l’Arabia Saudita sarebbe pronta a partecipare al dispiegamento delle proprie forze speciali assieme alle truppe della coalizione” ha detto in conferenza stampa a Riyad.

L’aggravarsi della situazione in Siria è stato oggetto di un dialogo telefonico tra il Presidente americano Barack Obama e quello russo Vladimir Putin. L’accordo raggiunto al vertice di Monaco che prevede una tregua in Siria a partire dal 19 febbraio mostra sin dal nascere la sua fragilità. Sul campo le operazioni militari non accennano a rallentare su vari fronti.

Le forze del regime siriano di Bashar Al Assad avanzano verso Raqqa, capitale autoproclamata del gruppo Stato Islamico. Contando da un lato sull’appoggio dell’aviazione di Mosca, dall’altro sulle truppe iraniane ed Hezbollah via terra, procede poi l’avanzata verso Aleppo.