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Porte sempre più chiuse per i migranti. Scontri a Kos contro gli hotspot

Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia pronti a rendere ancora più difficile ai migranti il passaggio delle loro frontiere. Dal canto suo

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Porte sempre più chiuse per i migranti. Scontri a Kos contro gli hotspot

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Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia pronti a rendere ancora più difficile ai migranti il passaggio delle loro frontiere. Dal canto suo, l’ex repubblica yugoslava di Macedonia, annuncia misure drastiche e continua a respingere migliaia di persone ogni giorno.

E visto che l’Unione europea non riesce a governare il fenomeno, i singoli paesi fanno ciascuno per conto proprio.

Le autorità di Pristina hanno già eretto una barriera di 60 chilometri lungo il confine con la Grecia, e la stessa cosa si accinge a fare l’Austria alla frontiera con l’Italia.

Intanto, sull’isola greca di Kos, da settimane sommersa dagli arrivi, si sono registrati scontri tra gli abitanti e la polizia.

I locali si battono contro la decisione del governo di realizzare sull’isola uno degli hotspots previsti dalle intese europee.

Infine, le navi della Nato nell’Egeo, hanno rivevuto l’ordine di riportare in Turchia i rifugiati eventualmente soccorsi in mare.