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Shell, crollo degli utili. Annunciato taglio di 10 mila posti di lavoro

Anche Shell è costretta a pagare pegno al crollo dei prezzi del petrolio. Nel 2015 il gigante anglo-olandese ha registrato una contrazione dell’87%

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Shell, crollo degli utili. Annunciato taglio di 10 mila posti di lavoro

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Anche Shell è costretta a pagare pegno al crollo dei prezzi del petrolio. Nel 2015 il gigante anglo-olandese ha registrato una contrazione dell’87% del suo utile netto.

Il risultato finale, circa 1,73 miliardi di euro, è il più basso da almeno 13 anni, con i vertici che promettono di sfoderare nuove misure dopo la decisione di tagliare ben 10 mila posti di lavoro entro la fine del 2016.

“Il riflesso del calo dei prezzi del petrolio sta colpendo un gran numero di compagnie nel settore delle materie prime e, in particolare, del petrolio”, commenta Jeremy Stretch di Cibc. “Lo abbiamo visto nei risultati di BP e lo stiamo osservando di nuovo in questo caso. Era naturale, e lo è ancora, aspettarsi dei risultati decisamente sottotono”, aggiunge.

Nonostante si siano quasi dimezzati nel quarto trimestre dell’anno scorso, però, i profitti di Shell non hanno deluso le attese dei mercati (che hanno premiato il titolo in Borsa). La “cura dimagrante” fatta di cessioni di attività, abbandono di progetti e taglio degli investimenti, sta andando avanti, così come l’acquisizione della britannica BG.