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Respinto il ricorso di una migrante che voleva far crescere il proprio figlio in Australia

Poco meno di 300 richiedenti asilo in Australia rischiano di essere rispediti in un campo di detenzione amministrativa sull’isola di Nauru. L’Alta

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Respinto il ricorso di una migrante che voleva far crescere il proprio figlio in Australia

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Poco meno di 300 richiedenti asilo in Australia rischiano di essere rispediti in un campo di detenzione amministrativa sull’isola di Nauru. L’Alta corte di Camberra ha infatti creato un precedente respingendo il ricorso di una donna bengalese madre di un figlio nato in Australia.

La donna, trasportata sul continente in vista di un parto complicato, dopo la nascita del figlio aveva chiesto di non ritornare a Nauru, viste le difficili condizioni di vita in questa piccola isola del Pacifico:

La legge è una cosa, la morale ne è un’altra – dice l’avvocato Daniel Webb, del centro per la difesa dei dirittti umani The Human Rights Law Centre – è fondamentalmente sbagliato condannare questa gente a vivere in un limbo. Al primo ministro basterebbe un tratto di penna per risolvere questa situazione.

Difficile che il premier liberal-conservatore australiano Malcom Turnbull accolga la richiesta. Il governo australiano sostiene di aver salvato migliaia di vite proprio scoraggiando l’immigrazione clandestina:

Se vogliamo che i nostri confini siano sicuri, se vogliamo evitare che la gente anneghi in mare, se vogliamo perpetrare la nostra politica riguardo a tutto il fenomeno migratorio, mantenendo ad esempio la capacità di accogliere profughi siriani, ebbene abbiamo bisogno di proteggere le nostre frontiere in modo risoluto.

Camberra delocalizza l’immigrazione clandestina su piccoli stati limitrofi, come Nauru. L’Onu ha espresso preoccupazione e Amnesty international ha ripetutamente segnalato le condizioni di disagio e precarietà nei campi attrezzati su queste isole.