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Raid di polizia sulla costa belga per smantellare campi di clandestini diretti in Gran Bretagna.


Redazione di Bruxelles

Raid di polizia sulla costa belga per smantellare campi di clandestini diretti in Gran Bretagna.

No ad un nuovo campo di migranti sulla costa belga.
La polizia belga interviene regolarmente nel porto di Zeebrugge per evitare che sorga un centro simile a quello di Calais, in Francia. Circa 900 immigrati sono stati arrestati dall’inizio dell’anno, perché cercavano di imbarcarsi clandestinamente per andare in Gran Bretagna.

I migranti non vogliono farsi filmare ma ci dicono che vogliono andare in Gran Bretagna per raggiungere altri familiari e che gli abitanti della cittadina belga li stanno aiutando, dando loro cibo e acqua.

Il governatore delle Fiandre occidentali ha invitato la popolazione a non fornire alimenti ai rifugiati per scoraggiare il loro insediamento. Una misura contestata dal parroco cattolico locale, Fernand Marechal: “Al confine belga è proibito dar da mangiare ai gabbiani perché ce ne sono troppi, ma la gente è in difficoltà bisogna farli mangiare, è da irresponsabile lasciarli affamare, e poi se non diamo loro da mangiare, se lo cercheranno da soli, magari andando a rubare”.

Secondo Renaat Landuyt, sindaco della cittadina di Zeebrugge, molte persone non sono in cerca di asilo, ma di un lavoro e di una vita migliore, migranti economici vittime di trafficanti:

“Abbiamo l’impressione che sia il primo gruppo di persone, che sia venuto a vedere qual è la situazione in Belgio. E il messaggio è che il Belgio non è la Francia”.

Non sarà facile far desistere gli immigrati che vedono nei porti in Belgio, l’ultima speranza per raggiungere la Gran Bretagna, considerata le difficoltà dall’altro lato della frontiera nel porto francese di Calais.

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