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Atene al contrattacco: "non diventeremo campo di concentramento per migranti"

In Grecia è stato chiesto all’esercito di intervenire nel completamento dei centri di identificazione ed espulsione che dovrebbero ricevere i

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Atene al contrattacco: "non diventeremo campo di concentramento per migranti"

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In Grecia è stato chiesto all’esercito di intervenire nel completamento dei centri di identificazione ed espulsione che dovrebbero ricevere i migranti che ogni giorno si riversano sulle coste del vecchio continente in cerca di un passaggio verso l’Europa centro-settentrionale.

Viste dall’alto le baracche sono impressionanti e ricordano piuttosto campi di prigionia, ma non ci sono altre possibilità per alloggiare gruppi di migranti, spesso famiglie con donne e bambini, costretti oggi a dormire all’addiaccio. Atene eperò non ci sta a far passare un intero Paese per un popolo di sadici.

Dice il ministro della difesa greco Panos Kammenos: “Alcuni europei vogliono trasformare il mio paese in un campo di concentramento, in un magazzino dove rinchiudere esseri umani. Non permetteremo che facciano questo alla Grecia. Abbiamo già pagato assai caro il prezzo della crisi. Fin troppo caro. Il popolo greco ha mostrato compassione. Il popolo greco ha aiutato”.

Ad Atene si continua a chiedere di migliorare i processi di indentificazione e riconoscimento, ma il numero di migranti non accenna a diminuire e spesso sono navi di altri paesi, come la guardia costiera italiana, a dover raccogliere naufraghi nelle acque di fronte alle coste elleniche. Il numero resta altissimo. Oltre 62000 persone nel solo mese di gennaio.