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Adele vs Donald Trump. I guai del candidato conservatore con il mondo del rock

La cantante ha deciso pubblicamente di distanziarsi dal miliardario che intende correre per la Casa Bianca. Il motivo è che Donald Trump avrebbe

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Adele vs Donald Trump. I guai del candidato conservatore con il mondo del rock

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La cantante ha deciso pubblicamente di distanziarsi dal miliardario che intende correre per la Casa Bianca. Il motivo è che Donald Trump avrebbe usato, senza il permesso dell’autrice, la sua canzone Rolling In The Deep nei suoi eventi politici.

Trump non è nuovo a dispute di questo genere. L’anno scorso il leader populista che sta scaldando i cuori dei conservatori statunitensi, ebbe un simile problema con il gruppo rock degli Aerosmith. Il tycoon in quel caso aveva utilizzato la canzone Dream on cosa che non era andata giù a Steve Tyler, notissimo cantante del gruppo.

Il management del complesso aveva dunque inviato a Trump una lettera in cui gli veniva intimato a smetterla. Cosa che aveva ricondotto il miliardario a più miti consigli.

Stavolta la guerra, se così si può chiamare, si è protratta persino su twitter. Trump ha detto che: “aveva tutto il diritto di usare la canzone, ma che ha deciso di non farlo più avendo trovato qualcosa di meglio”.

Ma il rapporto controverso fra Trump e il diritto d’autore non finisce qui. Nella sua personalissima battaglia contro il clan Bush, l’unico che forse a destra potrebbe fargli ombra, Trump ha anche utilizzato una canzone di Neil Young Rockin the freeworld, cosa che ha fatto infuriare l’autore che ha invece deciso di appoggiare Bernie Sanders nella sua competizione contro Hillary Clinton. Trump aveva usato questo brano prima di lanciare un suo intervento contro George Bush senior. E aveva anche utiizzato una canzone dei Rem It’s the End of the World as We Know It, anche in questo caso Michael Stipe, il leader della band, aveva intimato a Trump di smetterla minacciando querele milionarie per il mancato rispetto del copyright.

Tecnicamente negli Usa i politici possono usare quasi liberamente le musiche degli artisti, a patto che questi non si oppongano, come fatto con Trump, perché, secondo loro, accomunare la propria musica al messaggio politico del miliardario Trump, potrebbe provocare danni d’immagine.