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Siria: a Ginevra regime e opposizione non si siedono allo stesso tavolo

L'ambasciatore siriano all'Onu, Bashar al-Jaafari, definisce la controparte "siriani geneticamente modificati"

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Siria: a Ginevra regime e opposizione non si siedono allo stesso tavolo

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Si ostenta ottimismo a Ginevra, dove l’inviato speciale dell’Onu per la Siria cerca di avviare un difficile negoziato di pace.

Staffan De Mistura ha ricevuto i rappresentanti dell’Alto comitato negoziale, l’opposizione filo-saudita anti-Assad, nemica di coloro che definisce gli “occupanti della Siria: Iran, Russia e terroristi”.

La missione è far sedere le due parti allo stesso tavolo.

“Per noi è importante vedere, prima di tutto, che il cibo arrivi ai nostri figli che stanno morendo di fame – dice il portavoce dell’Alto comitato negoziale, Salim al-Muslat – vedere che le famiglie siriane, le donne siriane siano tranquille nelle loro case, lontano dai bombardamenti russi”.

Damasco accusa l’opposizione di non voler negoziare. L’ambasciatore siriano all’Onu, Bashar al-Jaafari, definisce la controparte “siriani geneticamente modificati”, alludendo alle pressioni delle potenze straniere alleate, sauditi in testa.

“L’obiettivo è ovviamente quello di partecipare a un dialogo tra siriani a rilanciare un processo politico esaustivo – ha aggiunto al-Jaafari – in base alla risoluzione Onu 2254, senza precondizioni e senza interferenze straniere”.

Damasco non accetta la presenza di due gruppi di combattenti islamici, Ahrar al-Sham e l’Esercito dell’Islam, entrambi inseriti nella lista delle organizzazioni terroristiche bandite dai colloqui.