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Ginevra, colloqui sulla Siria: "Sì" delle opposizioni ma non per negoziare

Dopo quattro giorni di esitazione, la principale coalizione dell’opposizione siriana ha deciso di unirsi ai colloqui di Ginevra sulla Siria mediati

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Ginevra, colloqui sulla Siria: "Sì" delle opposizioni ma non per negoziare

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Dopo quattro giorni di esitazione, la principale coalizione dell’opposizione siriana ha deciso di unirsi ai colloqui di Ginevra sulla Siria mediati dalle Nazioni Unite. “Non si tratta di negoziatori” specifica l’Alto Comitato per i Negoziati (HNC) ma di una delegazione che porrà le pre-condizioni: la fine dei bombardamenti e l’ingresso degli aiuti umanitari nelle città sotto assedio.

“Partecipiamo solo per discutere con le Nazioni Unite due punti fondamentali, la questione umanitaria e quella che riguarda i detenuti politici. Questo è importante per noi”, spiega Hind Khabawat, un membro di HNC.

Secondo alcune fonti di stampa, le opposizioni siriane avrebbero ricevuto garanzie da parte delle Nazioni Unite affinché il regime di Damasco e il suo alleato russo cessino i bombardamenti sui civili. L’inviato speciale dell’Onu Staffan de Mistura ha già incontrato in una riunione che ha definito “preparatoria” la delegazione di Damasco guidata dall’ambasciatore della Siria all’Onu, Bashar al Jaafari.

Per la Russia questo incontro è il principale risultato della giornata: “Chiediamo a tutte le parti di impegnarsi attivamente nei colloqui evitando termini preparatori per cercare di trovare un modo davvero efficace per giungere a una soluzione politica in Siria”, dice Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo.

Stati Uniti e Arabia Saudita hanno, con due comunicati diversi, salutato con favore la decisione delle opposizioni siriane di unirsi ai colloqui di Ginevra. Sei mesi di negoziati con l’obiettivo di fermare una guerra che dal marzo 2011 ha fatto oltre 260mila morti.