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Evasione fiscale in Ue, Vestaeger:"Luxleaks ha cambiato tutto. Ora trasparenza e concorrenza"

Più di un anno fa scoppiava lo scandalo Luxleaks. Grazie al lavoro di un gruppo di giornalisti e di informatori i cittadini europei sono venuti a

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Evasione fiscale in Ue, Vestaeger:"Luxleaks ha cambiato tutto. Ora trasparenza e concorrenza"

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Più di un anno fa scoppiava lo scandalo Luxleaks. Grazie al lavoro di un gruppo di giornalisti e di informatori i cittadini europei sono venuti a conoscenza dei dettagliati accordi fiscali tra alcuni Stati Ue e le più grandi multinazionali. Accordi miranti a ridurre e in alcuni casi evitare alle grandi aziende il pagamento delle tasse.Se oggi qualcosa in Europa sta cambiando è anche merito della Commissaria Ue alla concorrenza Margrethe Vestaeger che, appena ottenuta la carica, ha avviato una lotta senza tregua a Stati e multinazionali. Euronews l’ha intervistata qualche giorno dopo l’ennesima sanzione ai danni delle multinazionali residenti in Belgio, cui il Paese ha di fatto accordato da anni uno sconto sulle tasse tale da aver creato scompensi al mercato e alle altre piccole e medie imprese.

Euronews
Perchè ha deciso di avviare questo tipo di indagine? Quella del Belgio, ma non soltanto, era una situazione nota da tempo.

Margrethe Vestager, Commissaria Ue alla Concorrenza
E’ vero, ma la situazione è andata via via peggiorando. Quando nel 2012 la Danimarca ha presieduto il semestre europeo, ero Ministro delle finanze. Ero presidente dunque dei consigli Ecofin. All’epoca sul tavolo c’erano proposte di regolamento sui sistemi di tassazione nei Paesi. Proposte che è stato impossibile portare avanti. I processi di decisione erano bloccati.
Poi improvvisamente è cambiato vento, questo grazie al lavoro dei giornalisti dell’inchiesta Luxleaks, dell’informatore lussemburghese, e dei cittadini europei.

Euronews
Però c‘è qualcosa che non torna. I cittadini belgi ad esempio sono rimasti completamente scioccati dopo aver scoperto il tipo di accordi tra il Paese e le multinazionali. Accordi non completamente legali, in un Paese dove i redditi da lavoro sono tra i più tassati in Europa.

Margrethe Vestager
L’illegalità in questi casi risiede in regolamenti fiscali che minano le normative contrarie alla presenza di aiuti di Stato illegali. Ora le due normative devono procedere in modo parallelo, non si può permettere che un Paese utilizzi una legislazione fiscale che dia di fatto vantaggi ad alcune società, creando squilibri nel mercato e alla concorrenza. E’ questo il punto centrale, su cui stiamo lavorando. Lì dove si registrano squilibri al mercato, la situazione deve essere riequilibrata, perché è qui che si crea l’illegalità. Le grandi aziende devono ripagare le tasse che non hanno pagato fino a oggi.

Euronews
Però gli Stati membri non sembrano così pronti a chiedere indietro quanto gli spettava.

Margrethe Vestager
Questo è vero. Paesi Bassi e Lussemburgo hanno fatto appello contro le decisioni adottate dalla Commissione. Credo, però, che il primo risultato raggiunto sia stato se non altro quello di aver portato i casi davanti la Corte di Giutizia europea. Abbiamo fatto del nostro meglio, abbiamo agito basandoci su fatti e prove concrete, e speriamo che la Corte di Lussemburgo approvi il nostro lavoro.

Euronews
In tutti i casi aperti dalla Commissione, una cosa è evidente: le irregolarità per essere compiute hanno bisogno di due parti. Il Belgio ad esempio ha direttamente approvato un sistema di tassazione a parte per le multinazionali,negli altri casi erano accordi fiscali specifici. State pensando di intervenire anche con sanzioni specifiche contro i Paesi?

Margrethe Vestager
Nel caso di aiuti di Stato illegali non sono previste sanzioni, o multe. Si tratta più che altro di denunciare situazioni che creano imbarazzo. Per uno Stato membro è imbarazzante, essere ripreso per aver privilegiato qualcuno e chiedere che questo dia indietro quanto avuto illegalmente.

Euronews
Da ex Ministro delle finanze, come pensa reagirebbe se ricoprisse questo ruolo in un Paese appena redarguito per aver concesso aiuti di Stato illegali?

Margrethe Vestager
Beh, sarei molto imbarazzata. Non soltanto perché dovrei affrontare l’ira dei contribuenti, ma anche quella delle altre aziende nazionali, che le tasse le hanno pagate. Il problema è che se in un Paese un’azienda paga le tasse e un’altra no, o ne paga una percentuale molto bassa, questa sarà avvantaggiata nell’offrire prodotti a prezzi più vantaggiosi e questo crea una situazione ingiusta.

Euronews
Crede ci sia la possibilità di arrivare verso un unico regime fiscale in Europa per le grandi compagnie? Pensa ci siano le condizioni per rilanciare il dibattito?

Margrethe Vestager
Credo che sarebbe già una buona idea se riuscissimo ad avere maggiore trasparenza. Tenuti in giusta considerazione il rispetto delle norme per la concorrenza e anche la confidenzialità, dovremmo arrivare al punto in cui ogni Paese proceda con unico meccanismo di revisione in materia fiscale, ma anche certo arrivare a una soglia fiscale minima comune. In modo da evitare i problemi che abbiamo oggi. Le piccole imprese, che vogliono lavorare in 2,3,4 Stati membri devono oggi spendere ingenti somme in consulenze fiscali per evitare di avere problemi con i vari sistemi nazionali. In questo modo potremmo davvero semplificare il quadro generale al contempo far risparmiare risorse importanti per le piccole e medie imprese.