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Migranti: Copenaghen vara la legge sul sequestro di beni e denaro

La Danimarca non si è piegata neppure di fronte alle critiche del Consiglio dei diritti dell’uomo dell’Onu. Il governo minoritario di destra, che si

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Migranti: Copenaghen vara la legge sul sequestro di beni e denaro

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La Danimarca non si è piegata neppure di fronte alle critiche del Consiglio dei diritti dell’uomo dell’Onu.
Il governo minoritario di destra, che si regge sull’appoggio esterno della formazione xenofoba Partito del popolo, ha portato a casa la controversa legge che mira a ridurre il flusso di migranti, fenomeno che, stando ai sondaggi, è la preoccupazione numero uno del 70% dei danesi.

Con oltre 21 mila arrivi nel 2015, Copenaghen, ha deciso di varare una normativa che permette il sequestro di denaro ai migranti che arrivino con in tasca 10 mila corone (1350 euro) e di beni, eccezione fatta per quelli che abbiano un valore affettivo, come le fedi nuziali.

Di fronte a attacchi e critiche interne e esterne, il governo ha sollevato gli scudi:

Marcus Knuth, portavoce del governo danese:

“Stiamo semplicemente chiedendo ai richiedenti asilo, nel caso, raro in cui abbiano denaro e beni con sé per pagare il soggiorno, di rispettare le leggi cui sono soggetti i cittadini danesi che vogliono beneficiaredello stato sociale: se puoi, paga prima che lo stato danese lo faccia per te”.

Malgrado gli accostamenti alle pratiche naziste contro gli ebrei, in pochi credono che il sequestro di beni e denaro servirà al governo danese a fare cassa, tutt’altro,piuttosto, secondo molte Ong, quest’articolo della legge è riuscito a spostare l’attenzione pubblica da altri punti sempre molto controversi della legge.

Jonas Christoffersen, Human Rights:

“Da un punto di vista legale, l’aspetto più problematico è quello sulla riunificazione familiare, che prevede di portare da uno a tre anni il periodo di tempo per fare la richiesta. Sulla base del diritto internazionale a noi pare una chiara violazione del diritto familiare”.

Sulla riunigficazione familiare, lo stesso commissario peri diritti umani del Consiglio d’Europa, Nils Muizniesk, lo scorso 15 gennaio ravvisava un problema di compatibilità con la convenzione europea dei diritti dell’uomo e la convenzione Onu sui diritti del bambino.

La Danimarca ha fatto notizia, ma la Svizzera attua la stessa politica dagli anni Novanta, da quando chiede ai richiedenti asilo di versare denaro liquido, se abbiano con sé almeno1000 franchi (poco più di 900 euro).

E in Germania, in alcuni lander come Baviera e il Baden-Wuettemberg, esiste l’obbligo di consegnare all’ingresso del land parte del denaro con cui i migranti viaggiano.