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La corruzione nel mondo secondo Transparency, il nuovo rapporto

Un’Italia al 44esimo posto. È quanto risulta dall’indice della percezione della corruzione che pubblica questo mercoledì Transparency International

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La corruzione nel mondo secondo Transparency, il nuovo rapporto

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Un’Italia al 44esimo posto. È quanto risulta dall’indice della percezione della corruzione che pubblica questo mercoledì Transparency International associazione internazionale che ogni anno si occupa di stilare classifiche inerenti la corruzione nel mondo.

L’indice quest’anno classifica 168 Paesi (o territori) sulla base del livello di corruzione percepita nel settore pubblico. Il dato è stato ottenuto sulla base di valutazioni e opinioni di esperti del mondo degli affari e di importanti istituzioni.

La classifica viene composta in base alla percezione della corruzione delle istituzioni politiche e amministrative dei paesi su una scala da 100 (per niente corrotte) a zero (molto corrotte).

Molte conferme e alcune sgradite sorprese come la Francia che perde qualche posizione rispetto agli anni passati. Senza dimenticare che, proprio in Europa, sempre più cittadini, circa i tre quarti di essi, ritengono che la corruzione e le relazioni personali siano il modo più semplice per ottenere determinati servizi da parte della pubblica amministrazione nel loro paese. Anche se si tratta di diritti.

Meno di un quarto degli europei considera che gli sforzi del governo per affrontare la corruzione siano efficaci. I paesi nei quali i cittadini percepiscono una maggiore onestà e una governance migliore sono quelli che sono riusciti a preservare alti livelli di fiducia nel governo malgrado la crisi economica.

L’indice di integrità pubblica di Transparency international, si basa su diversi indicatori di trasparenza. Per chi volesse saperne di più esiste anche questo documento che offre spunti interessanti secondo diversi parametri quali la semplicità amministrativa (il tempo per registrare un’azienda e pagare le tasse); l’apertura del mercato sia per l’import sia per l’export; l’efficienza delle procedure di revisione; la capacità giudiziaria; i servizi online offerti dal governo e quelli usati dalla popolazione.

La struttura dell’indicatore della trasparenza consente di fare paragoni all’interno dell’indice da un anno all’altro.

Fra le scoperte che si hanno scorrendo questi dati, c‘è il fatto che più un paese ha introdotto limiti al finanziamento dei partiti, meno è in grado di limitare la corruzione: la Grecia ha una regolamentazione molto rigorosa del finanziamento dei partiti, ma risultati pessimi in tema di lotta alla corruzione.

Una delle conclusioni del rapporto è che “i paesi che hanno i risultati migliori in materia di fiducia e integrità sono quelli che hanno meno leggi, con le pratiche più snelle e con la società civile e i mezzi d’informazione più critici”.