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Brasile, Oms teme legame tra virus Zika e microcefalia ma pochi i casi finora accertati

In Brasile l’interrogativo sul legame tra virus Zika e casi di microcefalia si fa più pressante di pari passo con la diffusione della malattia. La

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Brasile, Oms teme legame tra virus Zika e microcefalia ma pochi i casi finora accertati

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In Brasile l’interrogativo sul legame tra virus Zika e casi di microcefalia si fa più pressante di pari passo con la diffusione della malattia.

La possibilità che i bambini nati da donne infettate dal virus Zika durante la gravidanza contraggano la microcefalia resta per ora documentata in pochi casi. Ma l’aumento esponenziale dei contagi preccupa l’Oms.

Christian Lindmeier, portavoce dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: “Il collegamento tra la microcefalia e il virus Zika è per il momento ancora un fatto sostanzialmente circoscritto” ha detto. “I laboratori hanno verificato soltanto 8 casi. Ma ovviamente l’importante progressione di Zika soprattutto nel Nord-Est del Brasile, e l’emergenza di nuovi casi di microcefalia sono fonte di preoccupazione. Ora la priorità è stabilire la fondatezza di questo legame” ha spiegato in conferenza stampa a Ginevra.

I laboratori d’America Latina lavorano a pieno ritmo, in primis quelli del Brasile, a poco più di una settimana dal carnevale di Rio de Janeiro, con una campagna particolarmente concentrata nella regione del Sambodromo.

La crisi sanitaria legata al virus trasmesso dalla zanzara ‘Aedes’ scivola anche nella bufera politica, dopo che il Ministro della Sanità brasiliano Marcelo Castro ha dichiarato che il Paese sta perdendo la lotta contro la diffusione della zanzara-vettore.

Le autorità sanitarie del Brasile, dove ad oggi si sono registrati quasi 4.000 casi sospetti di microcefalia, hanno lanciato una campagna contro la zanzara. Oltre 2.000 militari sono mobilitati.

Per quanto riguarda l’Italia la preoccupazione dei microbiologi è rivolta principalmente all’arrivo della stagione estiva e all’elevata diffusione della zanzara tigre: “Il problema più serio nel nostro Paese si porrà con l’inizio della stagione di attività biologica delle zanzare” spiega Maria Paola
Landini, Professore di Microbiologia e Membro del Consiglio Direttivo Amcli, Associazione Microbiologi Clinici Italiani. “Perché se una persona torna con il virus Zika nel sangue e viene punto da una zanzara, questa diventa portatrice ed in grado di infettare la persona che punge dopo e via di seguito. Se questa catena non si ferma subito si può innescare un focolaio autoctono che può assumere anche dimensioni rilevanti o portare il Paese a diventare endemico”.