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Il piccolo grande mondo dei nanosatelliti

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Il piccolo grande mondo dei nanosatelliti

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Alla scoperta dei cubesat, i piccoli satelliti che si stanno ritagliando un ruolo sempre più grande nell'esplorazione spaziale

Piccoli concentrati di nanotecnologie i cubesat sono sempre più importanti nel futuro delle missioni spaziali:dall’esplorazione di Marte, alla sorveglianza di asteroidi potenzialmente pericolosi per il nostro pianeta.

Point of view

Roger Walker (ESA): "Saranno le nuovi generazioni a scoprire tutto il potenziale di questa tecnologia. Vedremo sicuramente cose che non abbiamo mai visto prima"

Nati per esercitare gli studenti universitari, l’evoluzione di questi piccoli satelliti incrocia ancora il cammino del mondo accademico.

Al Mektory Space Centre di Tallinn, in Estonia, gli studenti universitari stanno costruendo il loro primo nanosatellite da mandare in orbita nel 2018.

Il programma nanosatelliti del Mektory Space Centre è stato lanciato nel 2014 per riunire le esperienze di professori, studenti di diversi paesi e industria spaziale.

Lo scopo è di formare i futuri protagonisti del settore sulla base di una missione reale, come progettare e mettere in orbita un satellite.

“Stiamo sviluppando un cubesat che potremo controllare a distanza; il nostro satellite dovrà prendere delle foto della terra dallo spazio”, spiega Mart Vihmand, capo del Mektory Space Centre.

I cubesat sono composti da una o più unità di dieci cm di lato, il peso puó variare tra gli uno e dieci chili e, al loro interno, trasportano componenti elettronici miniaturizzati. Il tutto protetto è da un guscio a prova di raggi cosmici e sbalzi di temperatura.

Basso costo di produzione e di lancio nello spazio sono i principali vantaggi dei cubesat, i cui componenti possono essere addirittura acquistati su siti specializzati.

L’Agenzia Spaziale Europea ha da tempo lanciato un piano di sviluppo dei nanosatelliti e sta ora programmando missioni nello spazio profondo che avranno come protagonisti questi piccoli concentrati di nanotecnologie

Roger Walker, coordinatore del programma Cubesat alla base ESA di Nordwijck, in Olanda: “Tutte le funzionalità di un satellite sono concentrate qui dentro: abbiamo la possibilità di produrre energia grazie ai pannelli solari, distribuirla internamente, comunicare con il centro di controllo sulla Terra, fare esperimenti e trasmettere i dati alla base”

QARMAN è uno dei protipi di cubesat in prova al centro test onde radio dell’ESA, di Nordwjik. Verrà lanciato nel corso dell’anno per collaudare materiali termici al rientro nell’atmosfera terrestre

Ma in futuro gli orizzonti dei nanosatelliti si allargheranno. I cubesats infatti saranno anche impiegati in nuove missioni di ricerca sulla Luna e su Marte.

ESA e NASA, inoltre, stanno preparando per il 2020 una missione che dovrà intercettare e deviare un asteroide. Una prova generale per preparare una risposta immediata in caso di pericolo per la Terra.

Continua Walker: “Stiamo studiando l’impiego di cubesat per scopi scientifici e missioni spaziali come quella in cui andremo a colpire e deviare un asteroide.
I nostri cubesats garantiranno l’osservazione dell’asteroide prima e dopo l’impatto tra il satellite della NASA e l’asteroide”

La grande versatilità di questo tipo di satelliti è anche una fonte di ispirazione per lo studio di nuovi modi di utilizzo, conclude Walker: “Saranno le nuovi generazioni a scoprire tutto il potenziale di questa tecnologia. Vedremo sicuramente cose che non abbiamo mai visto prima”